Vaccino USA-Germania, test su uomo e milioni di dosi nel 2020

Vaccino USA-Germania, test su uomo e milioni di dosi nel 2020

I primi test sono stati condotti in Germania. È un candidato vaccino ricavato da virus inattivati purificati.

La rivista "Science" ha pubblicato i dati sul vaccino. I ricercatori cinesi, dal canto loro, stanno lavorando sul PiCoVacc, un vaccino 'jolly' capace di proteggere da 10 ceppi virali isolati in paesi diversi (anche l'Italia inclusa). E lo ha fatto senza portare a un fenomeno noto come potenziamento dipendente dall'anticorpo (Ade). "Questo tipo di doppia risposta immunitaria è una caratteristica peculiare del nostro vaccino - ha aggiunto - che fornisce quindi più armi al sistema immunitario rispetto agli altri vaccini tradizionali ed è particolarmente importante per combattere un'infezione subdola come quella del nuovo coronavirus SARS-CoV, 2 per il quale i soli anticorpi potrebbero non bastare". Su questo, precedenti report avevano sollevato preoccupazioni.

Ma nonostante Burioni sia molto felice per la notizia, invita comunque i lettori a mantenere la calma, dichiarando che è ancora presto per esultare e che le scimmie utilizzate per sperimentare il vaccino sono solo poche decine e che, per quanto questi animali siano simili all'uomo, non sono comunque identici. Sulla base delle osservazioni gli autori lo definiscono sicuro nei macachi. Entro il 2020 inizieranno anche i test sull'uomo. Per sviluppare modelli preclinici per questo vaccino contro il Sars-CoV-2, Qiang Gao di Sinovac Biotech (Pechino) e colleghi hanno isolato una serie di ceppi virali da 11 pazienti ospedalizzati provenienti da Cina, Italia, Svizzera, Regno Unito e Spagna.

Un ceppo è stato selezionato e sviluppato in un candidato vaccino purificato e inattivato, PiCoVacc appunto. E suggeriscono che debba essere esplorato negli studi clinici sull'uomo. Successivamente il team ha vaccinato i macachi a dosi di 1,5 microgrammi o 6 microgrammi tre volte nel corso di due settimane. La possibilità che questo processo possa manifestarsi dopo non può essere esclusa in questo studio, puntualizzano gli autori.