Trapiantati di polmoni a un 18enne, il Covid li aveva bruciati

Trapiantati di polmoni a un 18enne, il Covid li aveva bruciati

Sono stati i medici del Policlinico di Milano ad effettuarlo, coordinati dal Centro nazionale trapianti, e collaborando con il Centro regionale trapianti e il Nord Italia transplant program. Due giorni dopo, quindi, viene intubato e il 23 marzo viene addirittura collegato alla macchina Ecmo per la circolazione extracorporea.

A metà aprile i medici del San Raffaele, confrontandosi con quelli del Policlinico, hanno deciso di tentare di donargli polmoni nuovi. "La nostra esperienza prende spunto da quella del professor Jing-Yu Chen dell'ospedale di Wuxi in Cina, che conosciamo personalmente e con quale abbiamo discusso alcuni aspetti tecnici, dal momento che per ovvi motivi si è trovato a fronteggiare il problema prima di noi", illustra il professor Nosotti, direttore della Scuola di specializzazione in Chirurgia toracica all'Università degli Studi di Milano. "Nel frattempo - racconta Nosotti - i colleghi del San Raffaele affrontavano la delicata fase di trasporto del paziente nella nostra sala operatoria dedicata agli interventi Covid". Il doppio trapianto è un intervento che a livello Europeo non aveva precedenti.

Si è dunque proceduto ad un trapianto estremamente difficile, sia per le condizioni generali del ragazzo che per il fatto che medici e chirurghi hanno dovuto operare con il disagio delle protezioni anti-Covid, come maschere e tute. L'apparato respiratorio del ragazzo risultava irrimediabilmente compromesso.

A salvarlo è stato un trapianto effettuato al Policlinico di Milano, con un percorso che prima di oggi era stato tentato solo poche volte. Il giovane, ora, dovrà affrontare un lungo periodo di riabilitazione dopo essere stato circa due mesi attaccato alle macchine, ma potrà guarire del tutto, anche grazie alle terapie fatte con il plasma iperimmune, che gli hanno permesso di produrre gli anticorpi necessari a sconfiggere il Coronavirus.