Test sierologici prescritti anche dai medici di famiglia

Test sierologici prescritti anche dai medici di famiglia

La Regione Toscana ha quindi ordinato "di consentire l'effettuazione del test sierologico a beneficio dei lavoratori ed operatori, liberi professionisti e non, che abbiano ripreso l'attività o la riprendano, a seguito della cessazione delle misure, di cui al DPCM 10 aprile 2020 e della entrata in vigore del DPCM 26 aprile 2020, nonché dei lavoratori ed operatori, liberi professionisti e non, che non abbiano mai interrotto, dall'inizio della dichiarazione di emergenza pandemica, la propria attività ed abbiano avuto contatto con il pubblico. Mentre alcune righe più sotto l'ordinanza identifica le categorie che potranno fare i test con oneri a carico delle Asl: oltre a medici, infermieri, insegnanti e altre categorie di lavoratori a rischio che si prodigano per il bene della collettività, ci sono 'gli operatori e gli ospiti delle strutture di accoglienza per migranti'".

Ad affermarlo è Michele Saccomanno, presidente del sindacato degli ortopedici Nuova Ascoti. Così - secondo Rossi - sono perfettamente organizzate le tre T della lotta al coronavirus in situazione di piena apertura: il test, il trattamento, la tracciabilità. "Lei la interrompe con questa improvvida ordinanza", aggiunge Saccomanno.

Le fa eco l'europarlamentare della Lega e candidata alla presidenza della Regione Toscana Susanna Ceccardi. Cioè, i migranti che notoriamente sono approdati in Italia illegalmente e che sono accolti in quest'ultime strutture. "Se abbiamo ancora dei dati positivi sui contagi - ha aggiunto Rossi - li abbiamo perché stiamo effettuando questo numero enorme di test". Firmata anche una terza ordinanza sui test sierologici, che amplia ad altre categorie esposte la possibilità di farli gratuitamente e rafforza ulteriormente il ruolo dei medici di famiglia. "Di questi 500mila sono stati al momento effettuati qualcosa come 120mila test che hanno dato determinati esiti, mentre altri stanno entrando nei nostri monitor". "La App - ha chiarito Rossi - rileva dove, come e quando la persona si è contagiata". Una nuova ordinanza, infatti, allarga, ad una nuova platea di categorie, l'effettuazione dei test sierologici rapidi gratuiti, sempre da integrare con il tampone nasofaringeo in caso di esito positivo o dubbio, in ragione del rischio espositivo e di esigenze di salute pubblica. "Pagheremo - conclude Alberti - i test sierologici ai clandestini, questa è la discriminazione al contrario che vige in Toscana". Ma visto che è facoltativo non si capisce perché questa facoltà debba essere fatta pagare ad alcuni e ad altri no -dichiara il Consigliere regionale Paolo Marcheschi- Se deve essere facoltativo sia dia la possibilità a tutti di ottenerlo tramite pagamento di un ticket. Inoltre, a spese proprie, potranno fare l'esame diagnostico i lavoratori che con la propria attività abbiano contatto con il pubblico.