Produzione industriale in profondo rosso, ING: "Considerando lockdown nessuna sorpresa"

Produzione industriale in profondo rosso, ING:

Produzione industriale: record negativo, il peggiore dall'inizio delle serie storiche (1990): a marzo l'indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito del 28,4% rispetto al mese di febbraio. Nella media del primo trimestre dell'anno, il livello destagionalizzato della produzione diminuisce dell'8,4% rispetto ai tre mesi precedenti.

Tutti i principali settori di attività economica registrano flessioni tendenziali e congiunturali, in molti casi di intensità inedite. Le più rilevanti sono quelle di fabbricazione di mezzi di trasporto (-52,6%), industrie tessili e abbigliamento (-51,2%), fabbricazione di macchinari (-40,1%) e metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-37%).

Non si salva nessun comparto industriale italiano dalla furia del Coronavirus.

Secondo i dati diffusi dall'Istat, a marzo la produzione segna un calo congiunturale senza precedenti (-28,4%). Le prospettive sono incerte e legate all'evoluzione della crisi sanitaria stima ancora il CsC, rilevando una diminuzione della produzione industriale del 26,1% in aprile su marzo.

Il dato tendenziale registra un forte calo dell'8,2% inferiore al -9,3% atteso e dopo il -3,4% del mese precedente (rivisto da -2,8%).

Non va meglio la Spagna, con la produzione in calo dell'11,9% su mese e del 12,2% su anno.

Considerate le tre settimane di lockdown completo, l'entità della contrazione non è una grande sorpresa, né lo è il fatto che tutti i principali aggregati, beni consumo, beni di investimento e beni intermedi, insieme all'energia, sono risultati profondamente in rosso, con una diminuzione a due cifre nel mese di marzo.

Servono misure per riavviare l'economia nella seconda parte del 2020 e nel 2021. Un appello al lavoro per la ripresa è stato lanciato dal direttore generale di Bankitalia, Daniele Franco secondo il quale è "essenziale che il credito affluisca alle imprese".