Plasma iperimmune, Cimino: "Valida soluzione in attesa del vaccino"

Plasma iperimmune, Cimino:

In periodo di emergenza, le autorità sanitarie possono acconsentire all'uso compassionevole e all'impiego di farmaci al di fuori delle condizioni autorizzate (off label) e attivare dei protocolli di terapia che utilizzano principi attivi ancora in fase di sperimentazione o normalmente usati per altre malattie. Enti che già collaborano da anni in un consorzio interregionale denominato "Planet" per la lavorazione dei plasmaderivati.

La terapia con il plasma non è una cura miracolosa, ma uno strumento che insieme ad altri potrà consentirci di affrontare nel modo migliore questa epidemia.

Iniziative simili partiranno anche al Sud. Mi spiego: "se la malattia ha lavorato a lungo fino a compromettere la funzionalità degli organi non c'è plasma che tenga". Da quando hanno cominciato a praticare questo tipo di terapia "non abbiamo più registrato decessi da oltre un mese tra i pazienti ammessi a questo protocollo, avviato a fine marzo: sono 80 finora le persone curate con successo".

Mantova. La conclusione della sperimentazione per l'utilizzo del plasma convalescenziale iperimmune nella cura del Covid 19, portata avanti da due ospedali, il Carlo Poma di Mantova e il policlinico San Matteo di Pavia, ha fatto parlare molto, negli due ultimi giorni. Possibile cura contro il Covid? Si. "Sta così bene che poco fa mi ha mandato un messaggio scherzoso sul telefonino".

Oggi, il Corriere della Sera riporta un'intervista di Giusi Fasano a Giuseppe De Donno, primario di Pneumologia all'ospedale Carlo Poma di Mantova. La tecnica, a quanto dicono i dottori che la stanno sperimentando negli ospedali di Mantova e Pavia, è ulteriormente progredita e i risultati appaiono sorprendenti.

Oppure vi è il caso di Open, che si è precipitato a precisare tutti i limiti della terapia, puntualizzando come i soggetti trattati non fossero ancora in rianimazione e come la cura non possa essere applicata ai pazienti in intensiva. Non è, quindi, un colpo di genio: si tratta, molto più semplicemente, dell'applicazione di una tecnologia che era già presente e che adesso è ulteriormente migliorata. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ripone molta fiducia sull'immunoterapia: "Abbiamo prima parato il colpo con gli ospedali, poi ci siamo attrezzati con i laboratori per rinforzare la capacità di fare tamponi ma, soprattutto, stiamo cercando una cura sicura".

Il comitato etico dell'azienda ospedaliero universitaria Policlinico di Bari il 10 aprile ha approvato tempestivamente il protocollo "Studio interventistico" per valutare l'efficacia e la sicurezza della immunoterapia passiva con plasma raccolto da pazienti guariti da infezione Covid-19 ("convalescent plasma" o "plasma iperimmune"), nel trattamento delle forme moderate/severe di Coronavirus. "Perché il governo non chiede nulla e l'Istituto superiore di sanità se ne disinteressa?" chiede polemico il leader della Lega Matteo Salvini in diretta su Facebook.