Pil, Istat: la spesa delle famiglie crolla del 7,5% nel I trimestre

Pil, Istat: la spesa delle famiglie crolla del 7,5% nel I trimestre

"La stima completa dei conti economici trimestrali - spiega l'istituto centrale di statistica - conferma la portata eccezionale della diminuzione del Pil nel primo trimestre con flessioni del 5,3% in termini congiunturali e del 5,4% in termini tendenziali mai registrate dal primo trimestre del 1995", ovvero dall'avvio delle serie storiche ricostruite, per le quali è possibile il confronto. La variazione acquisita del Pil italiano per il 2020 è pari a un calo del 5,5%: tanto crollerebbe l'economia se nel resto dell'anno le variazioni fossero nulle. "Per contro, la variazione delle scorte ha contribuito positivamente alla variazione del Pil per 1 punto percentuale, mentre il contributo della domanda estera netta è risultato pari a -0,8 punti percentuali". Inoltre, sottolinea l'Istat, "alla contrazione dell'attività produttiva ha corrisposto una decisa riduzione dell'input di lavoro in termini sia di ore lavorate sia di ULA (ndr, unità di lavoro), mentre le posizioni lavorative hanno registrato una sostanziale stabilità". È quanto stima la Coldiretti sugli effetti del calo del PIL del 5,4% in termini tendenziali nel primo trimestre del 2020 rilevato dall'Istat. Le variazioni negative sono più contenute per le agenzie di viaggio e i servizi di supporto alle imprese (-2,8%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (-2,6%) e per i servizi di informazione e comunicazione (-2,4%).L'analisi dell'Ufficio studi di Confcommercio è che dai dati "emerge in modo nitido che le ingenti perdite di fatturato - come anche di ricavi e di consumi - sono fortemente concentrate nei comparti più strettamente dipendenti dalla domanda delle famiglie, in particolare quelli collegati al turismo e alla mobilità".

Rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda interna sono in diminuzione, con un calo del 5,1% dei consumi finali nazionali e dell'8,1% degli investimenti fissi lordi. Tuttavia, a determinare questo andamento è soprattutto la flessione dei prezzi dei carburanti (una delle componenti più volatili del paniere), che spingono la diminuzione dei prezzi dei prodotti energetici a un'ampiezza (-12,7%) che non si registrava da luglio 2009 (quando si attestò a -14,6%). Le importazioni sono invece diminuite del -6,2%.