LETTERA Un ricordo di Ezio Bosso da vicino

LETTERA Un ricordo di Ezio Bosso da vicino

"Stefano Coletta ha parlato con la moglie (è probabile che la conduttrice si riferisca alla ex compagna di Ezio Bosso, Anna Maria) e ha detto al direttore di Rai1, che probabilmente questa quarantena, questo periodo così lacerante, ha colpito moltissimo Ezio Bosso, che probabilmente lontano dalla sua musica, lontano da quella che per lui era la vita...è stato fatale".

Nato a Torino, Ezio Bosso si è avvicinato alla musica a soli quattro anni grazie al fratello musicista e la prozia pianista. Nonostante la malattia neurodegenerativa aveva continuato a suonare, a comporre musica, a dirigere, fino a settembre 2019, quando quel male lo aveva costretto ad interrompere la sua attività di pianista.

Dalla primavera del 2017, Bosso è testimone ed ambasciatore internazionale dell'Associazione Mozart 14, eredità ufficiale dei principi sociali ed educativi del celebre direttore d'orchestra scomparso Claudio Abbado.

Carlo Conti era stato uno dei primi conduttori a dare visibilità ad Ezio Bosso. Ma lui a queste rispondeva con ironia e con il suo modo sempre delicato di raccontare qualsiasi cosa, con gli occhioni pieni di emozioni e i gesti di chi ama la musica. "Avrei voluto tanto conoscerlo non l'ho mai conosciuto". Era un personaggio autentico, così come lo si vedeva in televisione, ci faceva commuovere e ci faceva volare nella musica.

La sua musica è stata commissionata o utilizzata da importanti istituzioni operistiche (Wiener Staatsoper, Royal Opera House, New York City Ballet, Théatre du Chatelet, San Francisco Ballet, Teatro Bolshoij di Mosca), e nel teatro (da registi come James Thierrée), ma Bosso si è occupato anche di musica da film, lavorando con Gabriele Salvatores per cui ha composto le colonne sonore di "Io non ho paura", "Quo vadis, baby?" e del recente "Il ragazzo invisibile". Di fronte a una platea silenziosa e commossa, aveva suonato Following a Bird, la composizione contenuta in The 12th Room. "Felici di essere vivi".

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La musica come terapia per ricucire ferite profonde e la cultura come motore di un Paese. Ha cambiato i miei ritmi, la mia vita.