Italia: triplicata la mortalità da infarto per via dell'epidemia

Italia: triplicata la mortalità da infarto per via dell'epidemia

I dati si riferiscono a 54 ospedali, concentrati tra la settimana tra il 12 ed il 19 marzo, nel pieno della pandemia di Covid-19, confrontati con lo stesso periodo del 2019. Questo calo è avvenuto al Nord, in Lombardia, dove era "giustificato" dall'affollamento dei pazienti in ospedale.

Coronavirus, mortalità per infarto triplicata durante la pandemia, passando dal 4.1% al 13.7% in questo periodo. I motivi sono legati ai meno ricoveri ed ai ritardi nelle cure.

Questo è quanto emerge da uno studio della Società Italiana di Cardiologia (SIC) condotto in 54 ospedali italiani, in corso di pubblicazione sulla prestigiosa rivista European Heart Journal. Ciò è legato ad una certezza, ossia che i pazienti sono arrivati troppo tardi poiché hanno aspettato che il dolore diventasse forte, e soprattutto ad una selezione di quelli più gravi. A tal proposito si è registrato una riduzione delle degenze degli affetti da scompenso (47%), aritmie e coloro che hanno una disfunzione dei pacemaker e dei defibrillatori. Ogni anno le malattie cardiovascolari provocano non meno di 260mila decessi, ragione per cui "se questa tendenza dovesse persistere e la rete cardiologica non sarà ripristinata, ora che è passata questa prima fase di emergenza, avremo più morti per infarto che di Covid-19", ha precisato il professor Indolfi, Ordinario di Cardiologia dell'Università Magna Graecia di Catanzaro. Peraltro è stato rilevato che i grandi risultati raggiunti in termini di sopravvivenza negli ultimi 20 anni, grazie alle innovative terapie per l'infarto e alle campagne di prevenzione, sembrano vanificati. E a lanciare l'allarme sono proprio i cardiologi italiani.

La forza dello tsunami Covid-19 potrebbe lasciarsi alle spalle una situazione che "riporta l'Italia indietro di 20 anni". "La cardiologia aveva fatto dei passi da gigante", ha dichiarato il professore, evidenziando come le recenti innovazioni nel suddetto campo abbiano avuto di fatto un maggiore impatto sulla vita media degli italiani. "Se questa tendenza dovesse persistere e a rete cardiologica non sarà ripristinata, ora che è passata questa prima fase di emergenza, avremo più morti per infarto che di Covid-19".