Istat, Pil in calo: nel primo trimestre 2020 crollo del 4,7%

L'istituto, inoltre, fa sapere che la variazione del Pil acquisita per il 2020 dal dato del primo trimestre è di -4,9%, precisando come questa percentuale di poco inferiore al 5% è il risultato che si avrebbe in assenza di ulteriori variazioni fino a fine anno.

Nel periodo in esame il Pil dell'area euro ha registrato una contrazione del 3,8% rispetto al trimestre precedente; il dato è stato peggiore delle attese degli analisti, che stimavano un calo del 3,5%. Dati che spaventano perché di quel trimestre, solo l'ultima parte (quella da metà marzo) ha subito gli effetti dei vari lockdown conseguenti alla pandemia.

La flessione congiunturale del Pil è di un entità mai registrata dall'inizio del periodo di osservazione dell'attuale serie storica che ha inizio nel primo trimestre del 1995. Il calo è del 4,7% rispetto al trimestre precedente e del 4,8% in termini tendenziali, rispetto al primo trimestre 2019.

La stima preliminare del Pil, rileva l'Istat, "risente degli ostacoli posti dall'emergenza sanitaria in corso alla raccolta dei dati di base, che costituiscono l'input per l'elaborazione dei conti nazionali". La stima è stata pubblica dall'istituto di statistica Insee, l'Istat francese. Il consensus Bloomberg indicava un calo del 5,2% t/t. La variazione congiunturale è la sintesi di un a diminuzione del valore aggiunto in tutte le principali componenti produttive. Ma le cose potrebbero peggiorare perché lo stesso Ine ha voluto precisare che la stima potrebbe essere corretta in modo "più ampio del solito" a causa della difficoltà di compilare statistiche precise per il confinamento imposto dal 14 marzo.

Anche la piccola Austria mostra la sofferenza, che Wifo calcola in un calo del Pil pari al 2,7% su base annua nel primo trimestre. Nel quarto trimestre 2019 il pil era aumentato dello 0,1% nell'eurozona e dello 0,2% nella Ue.