Hong Kong, proteste contro legge sulla sicurezza: lacrimogeni e 150 arresti

Hong Kong, proteste contro legge sulla sicurezza: lacrimogeni e 150 arresti

Con questa pericolosa proposta di legge il messaggio è più chiaro che mai: "la Cina è ansiosa di fare lo stesso a Hong Kong, il più presto possibile". Una legge che, tra le altre cose, rende un crimine, punibile con fino tre anni di carcere, ridicolizzare l'inno cinese.

Migliaia di manifestanti si sono scontrati già domenica scorsa a Hong Kong con la polizia, nella prima reazione alla misura voluta da Pechino e annunciata venerdì sera. Zhao ha sottolineato che la legge è "affare puramente interno della Cina".

Oggi è previsto il dibattito della legge in seconda lettura ma l'appello alla mobilitazione tra i manifestanti, che sono intenzionati ad ostacolarla, ha finora visto l'adesione di alcune migliaia di persone con una risposta sotto le attese. Le strade intorno all'edificio del Consiglio legislativo (LegCo), dove i legislatori dovevano discutere la legge sull'inno, erano state bloccate già martedì, i negozi nelle vicinanze erano stati chiusi e l'accesso ai marciapiedi era stato regolato con i pass.

A Hong Kong si alza la tensione. Gli incidenti, riferisce il "South China Morning Post", sono avvenuti nel distretto commerciale di Causeway Bay. Gli agenti, per disperdere gli attivisti - secondo quanto si è appreso - hanno sparato cartucce urticanti.

La situazione ha evidentemente le sue nuove ricadute internazionali. "Penso lo troverete molto interessante ma non ne parlerò oggi. È qualcosa di cui sentirete prima della fine della settimana, molto potente penso". Che Pechino non sia disposta a nessun compromesso lo lasciano intendere anche gli ufficiali militari cinesi di stanza nella guarnigione di Hong Kong: "abbiamo la determinazione e la capacità di salvaguardare la sovranità nazionale cinese e la prosperità e la sicurezza a lungo termine per la città", ha detto martedì il comandante della guarnigione, Chen Daoxiang, in un'intervista alla televisione di stato cinese.

L'agenzia di stampa Reuters ha scritto invece che la prevista legislazione potrebbe impedire ai giudici stranieri di Hong Kong di occuparsi di processi che riguardano la sicurezza nazionale.