Hong Kong, Pompeo: "Non è più autonoma dalla Cina"

Hong Kong, Pompeo:

La nuova ondata di proteste nell'ex colonia britannica ha avuto inizio quando in seno all'Assemblea Nazionale del Popolo di Pechino è stato presentato un progetto di legislazione sulla sicurezza nazionale per quanto riguarda la Regione amministrativa speciale di Hong Kong. Gli agenti hanno fatto ricorso ai gas lacrimogeni, ai cannoni ad acqua e allo spray al peperoncino per bloccare gli aderenti alla proposta.

"Il nostro movimento farà tutto il possibile per opporsi alla Legge sulla sicurezza nazionale che la Cina vuole imporci, anche a rischio della nostra sicurezza personale". Oggi l'Assemblea Legislativa, il Parlamento della città, discuterà la legge che prevede pene pecuniarie e il carcere per chiunque insulti l'inno nazionale cinese. Se il capo della polizia locale si è detto felice delle intenzioni cinesi di rafforzare il meccanismo legale di difesa della sicurezza, provvedimento definito necessario per sconfiggere "i terroristi" che vogliono l'indipendenza, ieri migliaia di persone sono scese in strada per manifestare contro una eventuale stretta del governo di Pechino. "Gli Stati Uniti stanno con il popolo di Hong Kong", si legge nel tweet del Segretario USA Pompeo. La presidente, Tsai Ing-wen, ha annunciato un piano "umanitario" per i manifestanti che vorranno trasferirsi sull'isola che Pechino rivendica come parte integrante del proprio territorio. L'attivista ha poi concluso con un mesaggio esclusivo per l'Italia, dichiarando ai microfoni dell'Agi che "Spera che il nostro Paese possa ridurre la sua partecipazione al progetto della Via della Seta" perché non è sicuro che la Cina rispetti gli impegni stabiliti.