Fca, quegli aiuti di Stato che fanno storcere il naso

Fca, quegli aiuti di Stato che fanno storcere il naso

La quota è del 3,7% a fronte del 6,6%.

Gualtieri ha sottolineato poi che "dobbiamo far ripartire l'economia ma per farlo dobbiamo evitare le ricadute, noi con la chiusura che abbiamo fatto, che è stata molto dolorosa, abbiamo salvato una parte enorme del paese, l'epidemia sarebbe dilagata anche al Centro-Sud".

In volata a Piazza Affari il titolo Fca che sale di oltre il 4 per cento in area 7,50 euro.

"Tutti i prestiti alle imprese, come quello richiesto da Fca, devono avere delle "condizionalità precise: che siano finalizzati, che non ci siano delocalizzazioni, che vengano garantiti i livelli occupazionali, che non si chiudano stabilimenti", afferma il segretario generale della Cgll, Maurizio Landini". 1 del Dl Liquidità, vuol dire anzitutto che il gruppo ha sviluppato in Italia nel 2019 fatturato per almeno 25,2 miliardi di euro, oppure ha costi del personale in Italia per 3,15 miliardi di euro. "Proprio la sfida della fusione - ha spiegato - soprattutto in un quadro reso ancora più incerto non solo dalla transizione verso la mobilità sostenibile e l'auto elettrica, ma dalla crisi economica globale innescata dal coronavirus, rendeva particolarmente pressante l'esigenza di usare pienamente le condizionalità previste dal decreto liquidità per preservare e rafforzare l'ancoraggio in Italia di FCA e di rilanciare gli investimenti, l'innovazione e l'occupazione in una filiera strategica per il futuro industriale ed economico del nostro paese". Si terrà ad Amsterdam, sede legale della holding.

Ecco a chi vanno gli aiuti tanto sponsorizzati dal governo Conte. "Mi sarei preoccupato se non lo avesse fatto".

"Fca Italy conferma di avere avviato una procedura con il governo italiano per l'ottenimento di una garanzia da Sace". Per questo ha rinunciato al dividendo. Sta all'Italia essere più competitiva in termini fiscali?