Dl Rilancio: bonifico diretto a fondo perduto per le piccole imprese

Dl Rilancio: bonifico diretto a fondo perduto per le piccole imprese

E' quanto prevede la bozza del dl Rilancio per sostenere le imprese che stanno combattendo contro le conseguenze economiche dell'emergenza Coronavirus. Una misura molto attesa è senza dubbio il contributo a fondo perduto per le imprese e i lavoratori autonomi.

Roma, 10 mag. (askanews) - "E' riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti titolari di reddito d'impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita Iva" a condizione che "l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019". Il decreto prevede che i pagamenti (si tratta di una somma di oltre 20 miliardi) potranno essere effettuati in un'unica soluzione, a partire dalla metà di settembre oppure dilazionabile in quattro rate di pari importo.

Perquanto riguarda le imprese, la novità più importante riguarda Irap e contributi a fondo perduto.

Una proposta che ha lo scopo di alleviare il peso delle quote fisse delle bollette elettriche in particolare in capo alle piccole attività produttive e commerciali, gravemente colpite su tutto il territorio nazionale dall'emergenza epidemiologica da COVID-19.

Fin qui nessuna anomalia, ma già al comma due si elencano i casi di esclusione dalla misura.

"Il contributo a fondo perduto di cui al comma 1 non spetta, in ogni caso, ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data del 31 marzo 2020, agli enti pubblici di cui all'articolo 74, ai soggetti di cui all'articolo 162-bis del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e ai contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27, 38 o 44 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27". "Anche agli enti locali, in una fase straordinaria come quella che stiamo attraversando", - spiegano i vertici regionali della Confederazione - chiediamo uno sforzo, un segnale di vicinanza e di sostegno verso il tessuto produttivo, che rappresenta per ciascuna comunità il vero motore.

Il contributo a fondo perduto è rivolto ai soggetti, imprese o professionisti, che non hanno superato, nell'anno 2019, ricavi o compensi di importo complessivo non superiore a 5 milioni di euro. Il riferimento è a fatturato e corrispettivi relativi agli ultimi due mesi di aprile, cioè il 2019 ed il 2020.

Il Decreto Rilancio interviene sul 'Fondo per il reddito di ultima istanza' rifinanziandolo con (secondo la bozza più recente) 900 milioni di euro. Mentre il decreto Aprile, poi diventato decreto Maggio e oggi decreto Rilancio, ancora non ha visto la luce per i rimpalli tra Palazzo Chigi e via XX Settembre, il Messaggero scrive che il provvedimento conferma per molti capitoli l'impostazione del precedente decreto "Cura Italia" confermando i sussidi e gli stanziamenti per la Cassa integrazione.

Il contributo dunque, su queste basi, "è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019". Questa nel 2019 ha avuto ricavi e compensi inferiori ai 100.000€, quindi gli spetterebbe il 25% di 8.000€, ovvero 2.000 euro.