Coronavirus: vitamina D aiuta a prevenire il rischio di essere contagiati

Coronavirus: vitamina D aiuta a prevenire il rischio di essere contagiati

Lo avevano intuito anche due docenti italiani.

Una ricerca pubblicata sulla rivista Aging Clinical and Experimental Research ha evidenziato l'esistenza di un'associazione tra ipovitaminosi D, ovvero carenza di vitamina D, numero di casi positivi all'infezione e tasso di mortalità.

La vitamina D si trova in alimenti quali salmone, aringa, sgombro, sardine, ma anche l'olio di fegato di merluzzo, latte e yogurt interi, burro, formaggi grassi, uova, e le verdure a foglia verde, funghi e cioccolato e contiene due minerali fondamentali per la formazione di ossa e denti.

La vitamina D aiuta a prevenire il rischio di contrarre il Coronavirus.

Ma soprattutto, in relazione al Covid-19, previene il rilascio di citochine infiammanti (una delle cause di aggravamento nei malati di Coronavirus).

Le nazioni europee che più sono state colpite dal Covid-19 sono come ben sapete, l'Italia e Spagna, colpite duramente, a tal punto che si contano il maggior numero di decessi. Dai loro studi è emerso che i cittadini di entrambi gli stati hanno mediamente livelli di vitamina D più bassi rispetto a quelli degli altri paesi.

Chiaramente non si tratta di assumere la vitamina D come fosse una panacea.

Uno studio precedente, dicono gli studiosi, ha dimostrato che il 75% del personale sanitario e dei ricoverati in strutture di riposo per anziani aveva una deficienza e non a caso in Lombardia sono proprio le vittime più frequenti. La sua assunzione però favorisce condizioni migliori.