Coronavirus, Remuzzi: "Virus mutato: i pazienti di oggi sono meno gravi"

Coronavirus, Remuzzi:

A firmare l'analisi sulla 'lezione' ricevuta da questa emergenza sono, tra gli altri, Stefano Fagiuoli, direttore della Gastroenterologia del Papa Giovanni XXIII e il collega di Anestesia e Rianimazione Luca Lorini, insieme al direttore dell'Istituto Mario Negri Giuseppe Remuzzi, in una lettera sul 'New England Medicina Journal'. Vietati assembramenti e vietate le aperture ancora di alcuni negozi o settori: il 18 maggio dovrebbero esserci novità.

Intervenuto giovedì durante la trasmissione Piazza Pulita condotta da Corrado Formigli, s'è così espresso: "I malati di adesso sono completamente diversi da quelli di tre o quattro settimane fa". Ecco le parole dell'esperto. L'immagine italiana, catturata al microscopio elettronico, "è la prima nel glomerulo, credo in senso assoluto, certamente prima in Europa - ribadisce - È il frutto del lavoro di Mauro Abbate, del Laboratorio di Fisiopatologia delle malattie renali e Interazione con altri sistemi, di Ariela Benigni, coordinatore Ricerche del Mario Negri di Bergamo e Ranica, e di Andrea Gianatti del Papa Giovanni", direttore del Dipartimento di Medicina di laboratorio e dell'Unità di Anatomia patologica dell'Asst orobica. "Prima arrivavano nei pronto soccorso 80 persone tutte con delle difficoltà respiratorie gravi, oggi ne arrivano dieci e otto le puoi mandare a casa". "La situazione è cambiata ovunque, non solo a Bergamo e a Milano, ma anche a Roma e Napoli".

Pensa che il virus scomparirà prima?

La seconda lezione, concludono i medici, ha riguardato il contenimento: se fosse stato tempestivo avrebbe potuto contenere l'epidemia, evitare che gli ospedali fossero sopraffatti e limitare il numero di decessi nella provincia. "Non troviamo gli ammalati per fare gli studi" le sue parole rassicuranti. Abbiamo una comprensione chiara dei meccanismi come quelli della coagulazione. La domanda che tutti si pongono, naturalmente, è capire il perché di questo cambiamento, ma è ancora presto, dice Remuzzi, "per capire se è il virus è mutato o se a essere cambiata è la carica virale di ogni paziente, l'unica cosa che posso dire è che sembra di essere di fronte a una malattia molto diversa da quella che ha messo in crisi le nostre strutture all'inizio della pandemia".