Coronavirus, a Seul altri 133 i casi legati a movida

Coronavirus, a Seul altri 133 i casi legati a movida

Insomma, un virus veramente crudele che sta colpendo, senza distinzione, tutta la popolazione, anche i giovani. Il motivo della differente fascia di età colpita dalla serie di contagi sarebbe da ricercare nella decisione delle autorità di riaprire, nel distretto di Itaewon considerato il cuore della movida del Paese, i locali e le discoteche. La preoccupazione cresce soprattutto per i soggetti colpiti: i due terzi hanno tra i 19 e i 29 anni.

In Corea del Sud preoccupa la seconda ondata di contagi da coronavirus.

Sono invece 260 i decessi confermati in Corea del Sud a causa della pandemia di coronavirus. Seppur limitati a 133, i casi di Covid-19 della "seconda ondata" hanno allertato il governo, che teme per l'area metropolitana di Seul che conta ben 25 milioni di persone. "Dai dati diffusi dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Kcdc) emerge che 82 dei 133 casi riguardano persone che sono state a Itaewon, mentre le altre sono vittime della catena di trasmissione dell'infezione." data-reactid="28" type="text" Stando a quanto riportato dall" agenzia Yonhap, fra i 133 contagi accertati in varie zone della Corea del Sud, ben 73 sono nella capitale.

"Dal 6 maggio scorso, quando emerse il focolaio di Itaewon sono stati effettuati 35 mila test per il Coronavirus connessi alla diffusione del contagio relativo al quartiere notturno, 15 mila dei quali solo ieri". Durante la prima emergenza le autorità coreane erano riuscite a tenere a bada la diffusione del virus per il grosso impiego della tecnologia e di varie app per tracciare i contatti, ma questa volta la situazione è sfuggita di mano e sono stati colpiti di nuovo dal virus.