Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina Diritti Umani: Giornata internazionale contro l'omofobia

Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina Diritti Umani: Giornata internazionale contro l'omofobia

Il presidente della Repubblica ha voluto ricordare come: "L'omofobia, la transfobia e la bifobia ledono gravemente ai diritti umani, quei diritti protetti dalla Costituzione e dall'ordinamento internazionale". Aggressioni che attualmente non sono quantificabili in modo ufficiale in quanto non esistono dati Istat a riguardo e che spesso non sono denunciate dalle vittime. "La capacità di emancipazione e di autonomia delle persone è strettamente connessa all'attenzione, al rispetto e alla parità di trattamento che si riceve dagli altri".

La crisi scaturita dalla pandemia COVID-19 ha aggravato le disuguaglianze cui sono confrontate le fasce sociali svantaggiate. "Operare per una società libera e matura, basata sul rispetto dei diritti e sulla valorizzazione delle persone significa non permettere che la propria identità o l'orientamento sessuale siano motivo di aggressione, stigmatizzazione, trattamenti pregiudizievoli, derisioni nonché di discriminazioni nel lavoro e nella vita sociale". Omofobia è sinonimo di ignoranza e dobbiamo tutti impegnarci per liberarci di pregiudizi verso persone che vogliono solo amare. Sara Buono, referente dello "Sportello trans Viterbo" de L'Altro circolo - Centro culturale di iniziativa Omosessuale, vuole portare il suo messaggio a chi, come lei ha portato addosso la sofferenza del non riconoscersi nel proprio corpo.

Come ogni anno, il 17 maggio è la Giornata Internazionale contro l'omofobia. Si tratta di una delle priorità dell'attuale mandato dell'Italia in Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite (2019-2021).

Una situazione, quella dell'emarginazione, che investe anche gay, bisessuali, transgender, intersessuali e queer e che è ancora troppo presente come mostrano i dati di Hate Crimes No More Italia lo studio che ha raccolto dati relativi a episodi di crimini d'odio commessi contro queste persone: dall'insulto alla minaccia, dalla violenza fisica e verbale al danneggiamento di proprietà, dalla discriminazione sul lavoro alla persecuzione online. "Essere costretti a convivere, magari perché ancora minorenne o per assenza di indipendenza economica, con chi continua a sottolineare che si è persone sbagliate o peggio ancora malate o perverse non è una cosa facile". A questo poi si aggiungono i social network con il "cyberbullismo, soprattutto tra i giovani, che colpisce duramente la comunità LGBTQI italiana". Lo dichiara Fabrizio Marrazzo, Portavoce Gay Center. Il dato preoccupante in realtà è che ci sia ancora bisogno di associazioni e giorni per chiedere il rispetto tra e per gli esseri umani. "Di questi meno di 1 su 60 pensa di denunciare" dice Marazzo.

Considerato lo stato di emergenza sanitaria Coronavirus, che impedisce la realizzazione di manifestazioni ed eventi, l'Amministrazione Comunale esporrà un "banner virtuale" sul proprio sito istituzionale e sulla pagina Facebook.