Contributo Covid-19: cos'è la nuova tassa sugli scontrini

Contributo Covid-19: cos'è la nuova tassa sugli scontrini

Un surplus da due a quattro euro, con tanto di voce a parte sullo scontrino (per le spese di sanificazione e messa in sicurezza del locale) come testimoniano i due scontrini allegati, rilasciati uno da un parrucchiere per donna e l'altro da un centro estetico.

In base a quanto si apprende dalla fonte, il Codacons ha denunciato, per quanto riguarda parrucchieri ed estetisti, un rincaro dei prezzi pari a circa il 25% per un taglio o una messa in piega. Spunta infatti la tassa Covid, un sovrapprezzo direttamente sullo scontrino, oltre ai rincari denunciati nei giorni scorsi.

"È un vero e proprio scandalo che commercianti ed esercenti scarichino i mancati guadagni e i maggiori costi legati al coronavirus sui consumatori finali", ha dichiarato il presidente del Codacons Carlo Rienzi.

La denuncia del Codacons chiarisce che questa tassa, secondo le segnalazioni dei consumatori, viene applicata soprattutto da parrucchieri e centri estetici. Ovviamente non tutti l'hanno introdotta questa tassa Covid: è applicata principalmente nelle grandi città metropolitane, più raramente nelle periferie.

Si sono anche registrato casi di centri estetici che obbligano i clienti ad acquistare in loco un kit monouso costituito da kimono e ciabattine, alla modica cifra di 10 euro.

L'entusiasmo dei clienti per le riaperture nella fase 2, dopo la lunga chiusura di tutti gli esercizi commerciali, è stato smorzato dagli aumenti dei prezzi, concordati fra gli esercenti o caricati di costi aggiuntivi non sempre espliciti. "Numerosi consumatori hanno denunciato al Codacons un sovraprezzo, mediamente dai 2 ai 4 euro, applicato in particolare da parrucchieri e centri estetici ai propri clienti". A Milano da 1.30 si arriva addirittura a 2 euro. A Firenze invece si passa da 1,40 a 1,70. Anche i parrucchieri non sono da meno: se prima il costo di un taglio si aggirava sui 20 euro, adesso sale a 25. Secondo le associazioni dei consumatori in testa alla classifica dei rincari ci sono i bar, con molti esercenti che hanno ritoccato al rialzo il prezzo di caffè e cappuccino. Per ora si tratta di singoli casi isolati.