Contributi a fondo perduto per parrucchieri: cosa richiedere e come farlo

Contributi a fondo perduto per parrucchieri: cosa richiedere e come farlo

Nella versione precedente, il decreto Rilancio prevedeva che tale contributo andasse a soggetti esercenti attività d'impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita IVA, purché i ricavi non superiori ai 5 milioni di euro (riferiti al periodo d'imposta 2019).

Commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro, solo per citarne alcuni, non potranno accedere al contributo a fondo perduto previsto dal decreto Rilancio.

L'articolo 75 del "Cura Italia" stabilisce che l'indennità per i liberi professionisti è cumulabile con l'assegno ordinario di invalidità.

La novità compare nelle ultime versioni del Decreto Rilancio, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, in cui compaiono tra i soggetti esclusi del beneficio "i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria".

Al netto del rifinanziamento del fondo residuale, chiamato a tutelare i professionisti danneggiati dall'emergenza Covid-19, l'esclusione del contributo a fondo perduto presenta notevoli criticità ed ha portato ad un'aspra reazione da parte del mondo delle libere professioni.

Gli iscritti alle Casse previdenziali autonome, si legge ancora nel comunicato, "sono stati arbitrariamente esclusi dai soggetti beneficiari di una delle misure di sostegno al reddito: non sono, infatti, più annoverati tra le attività economiche che possono richiedere un contributo in conto esercizio, commisurato alla riduzione effettiva del fatturato ad aprile 2020, rispetto all'esercizio precedente".

Una beffa secondo i commercialisti che chiedono ora interventi di modifica durante l'iter di conversione in legge del decreto n. 34/2020.

Contributi fondo perduto professionisti iscritti agli ordini - I lavoratori autonomi iscritti agli ordini professionali e ai collegi non sarebbero più tra i beneficiari dei contributi a fondo perduto messi in campo dal Governo con il Decreto Rilancio.

Il malcontento dei professionisti è forte, come dimostra il comunicato congiunto diramato il 19 maggio 2020 dalle associazioni dei commercialisti ADC - AIDC - ANC - ANDOC - FIDDOC - SIC - UNAGRACO - UNGDCEC - UNICO.

L'auspicio è che ora sia il Parlamento, nel corso dell'iter di conversione del decreto Rilancio, a correggere la norma, eliminando la discriminazione contenuta nel decreto Rilancio per i professionisti con Cassa.

"Mentre il ministro Bellanova, in evidente overdose da regolarizzazione di clandestini, dichiara che "le fragole sono troppo care perché mancano i migranti", offendendo così contemporaneamente tutti i lavoratori italiani e stranieri, in quanto con i secondi si otterrebbero a suo dire minori costi, questo governo della drammatica decrescita infelice sta collezionando ritardi inaccettabili nella emanazione dei provvedimenti legislativi e contemporaneamente sta umiliando intere categorie di lavoratori autonomi" esordisce il senatore di Fratelli d'Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

L'iter parlamentare per la conversione in legge sarà quindi il primo banco di prova per la proposta di modifiche in ottica inclusiva, ma per il momento resta la possibilità di accedere al bonus di 600 euro.

I fondi a copertura del reddito di ultima istanza salgono ad 1.150 milioni di euro; le disposizioni attuative sono rimandate ad un decreto interministeriale, da adottare entro il termine di 60 giorni.

L'articolo 78 del decreto Rilancio prevede inoltre due novità.

Da definire i requisiti reddituali, così come l'importo del bonus.