Contributi a fondo perduto, no al cumulo con bonus 600

Contributi a fondo perduto, no al cumulo con bonus 600

La norma però fissa alcuni paletti: l'impresa che ne fa richiesta deve avere registrato nel mese di aprile 2020 un calo dei ricavi di almeno un terzo rispetto allo stesso periodo del 2019. L'indennizzo prevede una cifra compresa tra i 2mila e i 40mila euro che le attività potranno richiedere a fondo perduto.

In materia di aiuti per i professionisti, il "Decreto Rilancio" ha esteso il credito d'imposta dei canoni di locazione per gli studi professionali, inizialmente previsto solo per le attività di impresa, anche agli esercenti arte o professione, con ricavi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019. Inoltre l'entità del contributo è proporzionale proprio alle perdite conseguite. In particolare, per ottenere l'indennizzo, il fatturato di aprile 2020 dovrà risultare inferiore ai due terzi di quello conseguito nell'aprile dell'anno precedente.

Il sostegno non spetta a coloro che hanno chiuso la loro attività entro il 31 marzo e, come detto in premessa, ai professionisti che hanno goduto del bonus 600 euro.

Si tratta di misure straordinarie e urgenti per l'economia e l'occupazione connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19 previste dall'articolo 4 della legge regionale del 6 aprile 2020. Provvedimento che al momento non è stato scritto.

La domanda per gli aiuti a fondo perduto andrà presentata in via telematica all'Agenzia delle Entrate, inserendo un'autocertificazione di regolarità antimafia. Se tutto in regola il contributo sarà erogato, nella seconda metà di giugno, dall'Agenzia mediante bonifico sul conto corrente bancario o postale del beneficiario. Nello specifico questo contributo è destinato alle attività di impresa, comprese quelle agricole e commerciali anche se organizzate in cooperative, ai lavoratori autonomi e ai titolari di Partita Iva. Una concessionaria auto con un volume di affari annuo di 1,1 milioni di euro e un disavanzo mensile di 91.667 euro, invece, stima ancora la Cgia di Mestre, "porterà" a casa 9.167 euro, ovvero il 10% del disavanzo; un mobilificio con un volume di affari di 1.700.000 euro e un disavanzo di 141.667 euro, verrà indennizzato con 14.167 euro; una attività alberghiera con 5 milioni di fatturato e una perdita ad aprile 2020 su aprile 2019 di 416.667 euro, incasserà 41.667 euro, vale a dire il 10% della perdita. Nel caso di un aumento di capitale potrà essere richiesto un credito di imposta pari al 30% di quanto versato per il rafforzamento patrimoniale.