Conte: "Non è l’ora della movida o i contagi risalgono"

Conte:

Ogni regione si assume la responsabilità di riaprire gradualmente, di riaccendere quello che era stato spento.

Per il premier, non si poteva fermare l'Italia in attesa del vaccino. E i cittadini "hanno compreso il pericolo del virus".

Le preoccupazioni di Conte in merito a un'impennata degli assembramenti con l'inizio delle riaperture di bar e ristoranti vanno di pari passo con le affermazioni del presidente della Lombardia Attilio Fontana, che poche ore prima aveva sentenziato con le seguenti parole: "Purtroppo ci sono ancora piccole sacche, ci sono alcune attività sulle quali non riusciamo ad avere una convinzione sufficiente: troppi apericena, troppi bar sommersi di persone e questo non va assolutamente bene". Abbiamo fatto la scelta giusta a chiudere.

Conte torna anche sul caso Fca: "Sono tante le ragioni per cui il sistema-Italia risulta "poco attraente" per le società. La presenza di misure così severe oltre il tempo necessario sarebbe irragionevole e incompatibile con i principi della Costituzione". E stamattina, parlando nell'Aula del Senato, il presidente del Consiglio ha aggiunto: "Se non riusciremo nemmeno ora nella semplificazione dubito che sarà possibile farlo in futuro, questa è l'unica riforma in grado di rilanciare la competitività". Allungare le restrizioni avrebbe "compromesso in modo irrimediabile il tessuto produttivo e sociale".

E l'App? Il Contact tracing resta fondamentale per il controllo epidemiologico durante questa nuova fase. Nei prossimi giorni partirà anche la sperimentazione della nuova applicazione "Immuni", che consentirà di tracciare la diffusione del Covid-19. Dal 25 maggio via ai test sierologici volontari "su campione", aggiunge.

Infine, dopo aver invitato i cittadini a fare le vacanze in Italia per aiutare il turismo (magari grazie alla ridicola mancetta di 500 euro a famiglia), Conte si produce in una supercazzola senza precedenti: "Abbiamo di fronte un'opportunità storica possiamo sciogliere i nodi, le incrostazioni, che finora ci hanno impedito di introdurre un benessere diffuso per tutti i cittadini. Spetta a noi tutti trasformare questa emergenza in opportunità".

Iter semplificato su pacchetto opere strategiche - Nel decreto ci sarà "un iter semplificato su un elenco di opere strategiche con poteri derogatori ma senza che ciò faccia venir meno i controlli più rigorosi che assicurino piena trasparenza ed evitino infiltrazioni mafiose". E' chiaro ormai che Conte parla a un Paese immaginario, dove i discorsi scritti da Casalino magicamente si trasformano in benessere e ricchezza.