Confcommercio, 270mila imprese a rischio chiusura

Confcommercio, 270mila imprese a rischio chiusura

Roma, 13 mag. (askanews) - "Da Confcommercio arriva l'ennesimo allarme, evidentemente i precedenti sono rimasti inascoltati, sul futuro delle imprese".

"Prova terribile di come si spegne la vita economica" "Quella sera senza luci - aggiunge Marinoni in una nota - sarà una prova terribile e inquietante di come, senza imprese, si spegne la vita economica e sociale di Firenze come di qualsiasi altro centro". Ne abbiamo parlato con il presidente cittadino di Confcommercio Sanremo, Andrea Di Baldassare. Siamo in una situazione tragica, ma non vorrei che tutto questo si trasformi in un boomerang per le aziende e le attività.

Anche Cna Rimini, per voce del direttore Davide Ortalli, interviene puntuale nel dibattito sulle linee guida di Inail e Istituto Superiore della Sanità per la riapertura degli stabilimenti balneari e dei ristoranti. "In merito, è necessario effettuare la pulizia dei filtri dell'aria condizionata o, se necessaria, la revisione dell'impianto". Ombrelloni troppo distanziati (22,5 mq tra uno e l'altro), ristoranti con uno spazio di 4 metri quadrati a cliente: condizioni che gli addetti ai lavori considerano impossibili da rispettare.

"[.] Nel settore del commercio al dettaglio in esercizi specializzati, l'incidenza dei costi fissi sul totale dei costi di esercizio sfiora il 54%". Ammesso che poi il 18 facciano riaprire negozi e pubblici esercizi, visto che anche sulla data in realtà non c'è ancora nulla di ufficiale.

Per quanto riguarda eventuali corsi per i dipendenti occorre precisare che: non esiste nessun obbligo di formazione per i dipendenti per Rischio Biologico COVID-19, ma solo obbligo di informazione.

Tra le grandi incognite c'è anche quando verranno riaperte le regioni. "In altri termini, l'imprenditore vedrebbe azzerato il suo profitto economico e si troverebbe nella soglia di indifferenza tra il proseguire l'attività e il cessarla".

"Questo è il cuore del problema. A questo dobbiamo aggiungere che le nostre attività sono piccole e le restrizioni che verranno imposte rischiano di rendere difficile fare utili significativi. Tanta confusione in un momento in cui le attività rischiano di non riaprire più", conclude Di Baldassare. Se nessuno si sognerebbe di chiedere consigli medici a chi non è un dottore, perché si prendono decisioni sul turismo senza interpellare chi lo fa concretamente, chi ci ha costruito le proprie fortune, chi lo vive ogni giorno?

L'intervista integrale è visibile a inizio articolo.