Inter, Milito: Mourinho era il nostro leader. Sono arrivato al momento giusto

Inter, Milito: Mourinho era il nostro leader. Sono arrivato al momento giusto

Sky Sport ha dedicato la giornata odierna alle tue gesta sportive con la maglia nerazzurra.

José Mourinho fu il grande condottiero di quella squadra e Diego ricorda come lo Special One affrontò i momenti precedenti alla sfida col Bayern: "Ci ha trasmesso molta tranquillità, era il nostro leader e conosceva l'importanza di metterci calma". Sapevamo quanto era importante per il mondo nerazzurro. Ci ha detto che avremmo dovuto giocare da squadra: "in quel modo eravamo arrivati in finale, così dovevamo giocarla".

LA MATTINA PRIMA DELLA FINALE - "Avevo buone sensazioni". Avevamo la consapevolezza di poter vincere per lasciare il segno nel calcio italiano. Per noi era un grande desiderio alzare quella coppa. Milito poi aggiunge: "Mourinho è il migliore allenatore che ho avuto in carriera, mi ha dato l'opportunità di venire all'Inter, mi ha dato fiducia facendomi giocare sempre". Sono fortunato ad aver fatto due gol in finale, ma è stata la vittoria di un gruppo straordinario. "Sono arrivato all'Inter al momento giusto, con un gruppo che aveva vinto già 4 scudetti di fila".

Cosa hai provato a vincere la Champions League?

"Stiamo parlando della Scala del Calcio: uno stadio mitico, che sognavo da bambino. Essere lì, sul prato di San Siro, è stato un altro sogno realizzato".

Prosegue, poi, la conversazione con Carlo Vanzini e Massimo Marianella.

Lei è stato più un papà che presidente?

Sul rapporto con Moratti: "Gli vogliamo tutti bene". Confesso che dopo la finale ero contento proprio per lui, meritava quella gioia per tutto il sacrificio che aveva fatto per l'Inter. "Vederlo così felice quella sera al Bernabeu mi ha riempito il cuore".

"Ovviamente tutti conoscono l'amore che ho per il Genoa e per la città ligure". E' stato un sogno che è diventato a realtà. "Con il passare degli anni, è ancora più bello".

ATTACCANTE IDEALE - "Sono sempre stato innamorato di Ronaldo, il brasiliano". Aveva tutto: dribbling, velocità, forza, gol. "Lui è stato uno dei migliori in assoluto". Non era soltanto un allenatore che comunicava bene: era molto di più. E per un attaccante avere fiducia è fondamentale, sarò sempre grato a lui.

Ti rivedi in qualche giocatore attuale di Serie A?

"I paragoni non mi piacciono". Ma ognuno ha le sue qualità e le sue caratteristiche. Sono sicuro che riusciremo tutti insieme ad andare avanti: "dall'Argentina, un forte abbraccio a tutti".