Il Ministero chiarisce chi deve fare il tampone

Il Ministero chiarisce chi deve fare il tampone

Si espande la platea dei tamponi per individuare il Coronavirus.

C'è una nuova circolare del ministero della Salute che riguarda i tamponi per monitorare i contagi da Coronavirus. Sono basati sulla rilevazione dei geni virali nelle secrezioni respiratorie e permetterebbero di ottenere risultati in tempi brevi.

Altro elemento importante, l'apertura ai test drive-in o drive-through che dir si voglia, che sono stati già sperimentati in alcune regioni. Una volta effettuati, i tamponi saranno processati solo nei Laboratori indicati dal ministero, i quali son stati aumentati.

Nell'elenco del Ministero ci sono poi le persone a rischio di sviluppare una forma severa della malattia e fragili, come persone anziane con patologie quali malattie polmonari, tumori, malattie cerebrovascolari, insufficienza cardiaca e patologie renali.

La circolare indica l'esecuzione prioritaria dei test diagnostici anche a "primi individui sintomatici all'interno di comunità chiuse per identificare rapidamente i focolai e garantire misure di contenimento". Prima di tutto, stabilisce che bisogna dare alta priorità alle verifiche sul personale sanitario che è a diretto contatto con i contagiati; quindi, ribadisce che i tamponi devono concentrarsi sui chi ha avuto contatti con i contagiati nelle precedenti 48 ore alla verifica della malattia e che, in ogni caso, chi viene sottoposto al test deve presentare dei sintomi.

Nelle aree in cui si riscontra ancora una lieve diffusione del coronavirus, "se si dispone di risorse sufficienti", vanno comunque effettuati "test diagnostici in tutti i pazienti con infezione respiratoria". A preoccupare è soprattutto il numero limitato non di tamponi, ma di reagenti, che consentono di vedere quale esito dà il test. Ma sempre più regioni, in Italia, anche sulla base dell'indicazione dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) si stanno muovendo verso un incremento di questo tipo di test, nella consapevolezza che il "nemico invisibile" va stanato con un monitoraggio capillare. "In particolare secondo la Cts non possono sostituire il test molecolare basato sull'identificazione di Rna virale dai tamponi nasofaringei". Inoltre, il rilevamento degli anticorpi potrebbe non essere specifico della infezione da Sars-CoV2. Il risultato qualitativo ottenuto su un singolo campione di siero non è sufficientemente attendibile per una valutazione diagnostica.