Emergenza Coronavirus, Reina: Ho avuto paura per 25 minuti

Emergenza Coronavirus, Reina: Ho avuto paura per 25 minuti

"La compagnia non mi manca, siamo io, mia moglie Yolanda, cinque figli e i due suoceri".

Ed è così che Reina ha avuto i primi indizi in merito al Covid-19: "Febbre, tosse secca, un mal di testa che non mi abbandonava mai, quel senso di spossatezza..." Il momento peggiore è alle spalle, soprattutto quei venticinque minuti in cui non respirava più: "Mi è mancato l'ossigeno, come se la gola si fosse improvvisamente ristretta e l'aria non riuscisse a passare".

"Ora sto meglio, ma la prima settimana l'ho passata chiuso in una stanza". Una vita a targhe alterne. "Le restrizioni sono minori rispetto a quelle italiane, si può ancora uscire per fare una passeggiata o una corsa nel parco, anche se il Governo ha chiesto a tutti di restare il più possibile a casa". I medici della Premier. Qui Inghilterra, però, i tamponi li fanno esclusivamente ai malati gravi, nel mio caso non vi erano dubbi. Virus. Il fisico ha reagito bene.

Immagino che ti sia tornata la voglia di giocare? .

"No, non ne ho affatto. Giusto partecipare a questa enorme crisi del sistema". Non vedremo mai più una squadra muoversi in quel modo. Sarri riuscì a portarci al di sopra di limiti e potenzialità. In quegli anni avete visto il miglior Koulibaly, il miglior Mertens, un Allan strepitoso, Albiol una guida formidabile, il contributo prezioso di Callejòn e Insigne. Il suo pensiero va poi al suo paese, la Spagna, dove l'emergenza coronavirus è drammatica: "Si sono mossi in ritardo, temo che la Spagna supererà l'Italia dal punto di vista dei contagiati e dei morti". "Non c'erano primedonne, ma grande disponibilità, e umiltà, il nostro leader era il gioco che ci aveva insegnato lui".