"Doping", 18 mesi di stop per Iannone

Sconcerto e delusione nell'entourage di Andrea Iannone, che oggi ha appreso la sentenza della Federmoto internazionale sul caso di doping che ha coinvolto il pilota dell'Aprilia, positivo a un controllo in occasione del GP della Malesia del 3 novembre scorso. "La mia innocenza è stata riconosciuta, poteva andare peggio".

Dando per scontato il ricorso al TAS, che potrebbe comunque, nelle more del procedimento, dare comunque un riscontro utile a Iannone, complice la situazione di incertezza che avvolge il campionato MotoGP 2020, Andrea esprime comunque positività. "Ora possiamo solo vedere il risvolto positivo". Questo tipo di analisi, già in passato, è stato accettato dal Tas, mentre non era stato giudicato rilevante dal tribunale della Federazione motociclistica. E' stato difficile da accettare - ha aggiuto il pilota abruzzese - Mi è capitato di pensare di tutto, ma veramente di tutto. "I tempi in cui verrà discusso non li possiamo sapere, ma mi auguro siano brevi anche perché riconosciuta la contaminazione si dovranno solo pronunciare sull'entità della squalifica".

Nel rispetto dei valori sportivi che da sempre ispirano la sua attività e che non prevedono alcuna tolleranza verso pratiche vietate dai regolamenti, Aprilia Racing ha sempre ribadito la piena fiducia nel suo pilota, lo fa con nuova forza dopo questa sentenza e lo sosterrà nel suo ricorso al TAS. Andrea Iannone, a Sky Sport, ha commentato la sospensione di 18 mesi inflittagli dalla Fim per doping, ma con il riconoscimento dell'assunzione alimentare accidentale di sostanza proibita.

Poi è arrivato anche il commento di Massimo Rivola, ad di Aprilia Racing: "La sentenza ci lascia sconcertati per la pena inflitta ad Andrea ma anche molto soddisfatti nelle sue motivazioni. Rivogliamo Andrea in sella alla sua Aprilia RS-GP, saremo al suo fianco fino alla fine di questa vicenda e lo sosterremo nel suo appello".