Debito, Standard & Poor's non degrada l'Italia: confermato il rating BBB

Debito, Standard & Poor's non degrada l'Italia: confermato il rating BBB

L'Italia evita il downgrade di S&P che l'avrebbe avvicinata verso il pericoloso status di 'junk': l'agenzia infatti ha confermato il rating sul nostro debito sovrano a BBB, mantenendo le prospettive negative. L'agenzia di rating prende atto del nuovo scenario causato da Covid-19 ma promuove la risposta dell'Italia all'emergenza. Queste misure, insieme agli stabilizzatori automatici preesistenti, spingeranno a detta di S&P Global Ratings il deficit in Italia a circa il 6,3% del PIL quest'anno e aumenteranno il debito pubblico a quasi il 153% del PIL entro la fine del 2020.

Il PIL italiano si contrarrà del 9,9% nel 2020, con un rimbalzo il prossimo anno quando segnerà un aumento del 6,4%. E "pur ritenendo che più alti livelli di debito pubblico possano essere sostenibili in economie come quella italiana, dove il debito privato continua a calare, le attuali politiche nell'Eurozona non sono ottimali". Il rischio downgrade è sempre presente sullo sfondo. S&P ha comunque anticipato la possibilità di un taglio al giudizio se il rapporto debito /Pil non riuscisse a tornare su un chiaro percorso discendente nei prossimi 3 anni o in caso di deterioramento del mercato quanto alle condizioni di finanziamento. Il Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) potrebbe lievitare di entità e anche in maniera consistente e una decisione del genere offrirebbe ulteriore sponda al restringimento dello spread Btp-Bund che ieri è sceso ulteriormente in area 232 pb con rendimento del decennale italiano all'1,85%.