AIC, Tommasi: "Assurdo mettere i giocatori in cattiva luce, è una follia"

"A questo proposito il Consiglio Direttivo - conclude l'AIC - ha deliberato la decisione di contribuzione ad un Fondo, che possa in questa emergenzaaiutare le categorie più in difficoltà tra i nostri associati". Sono gli stessi presidenti che hanno mandato in campo le squadre fino al 9 marzo, fatto allenare i giocatori fino alla metà di marzo e tuttora monitorano e controllano che gli allenamenti individuali vengano svolti secondo le direttive dello staff tecnico a decidere la sospensione degli emolumenti. È chiara l'indicazione che si vuol far pagare solo ai calciatori gli eventuali danni della crisi.

Dopo le dure parole di ieri del numero 1 dell'Assocalciatori Damiano Tommasi sull'iniziativa dei club, oggi Calcagno torna sul tema del taglio agli stipendi e sottolinea, al sito Calciomercato.it, che "l'assemblea di Lega non ha alcun potere giuridico sulle contrattazioni, che sono già in atto tra i club e i singoli calciatori". "C'è da trovare una soluzione ma la soluzione si trova quando tutti sono disposti a fare la propria parte". Si pensava che si fosse arrivati ad un accordo unanime, ma invece non è così. "In generale stiamo cercando di capire se sarà possibile utilizzare una parte delle risorse risparmiate ad alti livelli per garantire una tutela a chi, in Lega Pro, Serie D e nel calcio femminile, deve mantenere la propria famiglia con redditi molto bassi". "Poi continuano a mandare e raccomandare programmi di allenamento, a monitorare i giocatori a dire non muovetevi che adesso si riprende e poi dall'altra mi dici che se non si ricomincia non ti pago più. quasi schizofrenia", ha aggiunto il numero uno dell'Aic.