Un uomo muore di Hantavirus in Cina. Tranquilli, non sarà un'altra pandemia

Un uomo muore di Hantavirus in Cina. Tranquilli, non sarà un'altra pandemia

Mentre il mondo è alle prese con la sfida di contenere la diffusione del coronavirus, la notizia di un uomo morto a causa di un altro virus aggiunge ulteriore preoccupazione alla fase attuale segnata da una parabola ascendente del Covid-19 e praticamente quasi tutti i paesi in lockdown.

Un uomo, in Cina, è morto a causa di un'infezione da Hantavirus. Ciò è dovuto principalmente alle caratteristiche di trasmissibilità degli Hantavirus, patogeni a singolo filamento conosciui anche col nome di "ortohantavirus". La vittima non identificata della provincia di Yunnan - riporta il Global Times, quotidiano di Stato - era a bordo di un autobus diretto al suo luogo di lavoro nella provincia di Shandong.

Agli altri passeggeri dell'autobus è stato fatto il tampone per il coronavirus ed è risultato negativo, adesso stanno aspettando i risultati di quello dell'hantavirus, ma i medici ritengono molto improbabile il contagio. Nonostante numerose bufale e allarmismi, infatti, è stato testato che il Covid-19 non ha origine di laboratorio ma animale, proprio come l'hantavirus, comune nei topi. I rari casi di contagio da uomo a uomo possono avvenire venendo a contatto con i fluidi corporei della persona infetta.

Il termine hantavirus risale al periodo in cui i soldati americani ne rimasero contagiati durante la Guerra di Corea negli anni 1950-53. Come riporta il sito del Ministero della Salute, le infezioni da Hantavirus può avvenire quando si entra in contatto con feci, saliva o urina dei roditori infetti. A diffondere la malattia sono i roditori (ogni hantavirus è associato ad una specie di roditore precisa).

Simile al COVID-19, l'hantavirus può danneggiare gravemente il fegato, i reni e altre funzioni degli organi dei pazienti e produrre sintomi di febbre e sanguinamento massiccio.

Le conferme sulla rarissima trasmissione da uomo a uomo sono arrivati anche da Yang Zhanqiu, virologo dell'Università di Wuhan, citato da Repubblica: "Non c'è motivo di preoccuparsi - ha detto il medico - è una malattia prevedibile e controllabile, in più ci sono i vaccini".