Turchia: migrante ucciso da forze greche alla frontiera

Turchia: migrante ucciso da forze greche alla frontiera

Atene ha confermato finora 24mila tentativi illegali di attraversamento, fermati dalle forze di polizia greche.

Intanto la Guardia costiera turca ha fatto sapere di aver tratto in salvo 130 migranti che viaggiavano a bordo di tre imbarcazioni nel Mar Egeo.

Il governo greco "nega categoricamente" che forze elleniche abbiano sparato sui migranti al confine con la Turchia, causando feriti e un morto. Secondo Ankara, ci sono anche "proiettili veri" tra quelli impiegati dalle guardie di confine di Atene. La Turchia ospita infatti circa 3,7 milioni di migranti siriani, più di qualsiasi altro Paese al mondo, ed era presumibile che, vuoi per piegare l'UE, vuoi per la reale impossibilità di affrontare una nuova ondata migratoria con l'inasprirsi delle tensioni in Siria, il presidente turco Erdoğan avrebbe presto o tardi alzato le barriere. Le persone che hanno cercato di entrare in Grecia nei giorni scorsi non provenivano da Idlib. Ancora da confermare l'utilizzo di armi da fuoco, anche se diversi testimoni hanno parlato di spari.

Citato dall'agenzia locale Hina, Stoltenberg ha affermato che sistemi di difesa missilistica Patriot sono stati dislocati in Turchia dalla Spagna, che aerei Awacs pattugliano i cieli e che unità navali della Nato stanno arrivando nei porti turchi con maggiore frequenza. "Serve una decisione comune per una sfida comune in Siria", ha detto Stoltenberg. Dal 29 febbraio migliaia di persone si sono dirette verso il varco greco-turco tra Kastanies in Evros e Pazarkule in Adrianopoli.

Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha rilasciato un messaggio dicendo: "Questo non è più un problema di rifugiati". In precedenza, la Turchia aveva rivendicato di aver "neutralizzato" oltre 3mila combattenti di Damasco.