Tra Cina e USA è guerra anche sugli accrediti per i giornalisti

Tra Cina e USA è guerra anche sugli accrediti per i giornalisti

Un fronte su cui il livello dello scontro è appena salito di livello.

Intanto il ministero degli Esteri cinese ha ordinato ai corrispondenti dei tre giornali americani di restituire l'accredito stampa entro 10 giorni e ha chiesto informazioni sulle loro attività in Cina. Le loro redazioni in Cina saranno di fatto decimate. Nel comunicato emesso allo scoccare della mezzanotte, il ministero degli Esteri cinese ha sottolineato che si tratta di "misure assolutamente necessarie e reciproche che la Cina si è vista costretta a prendere in risposta all'irrazionale oppressione che i media cinesi stanno vivendo negli Stati Uniti".

L'espulsione colpirebbe almeno 13 giornalisti, secondo il club di corrispondenti stranieri della Cina, che ha affermato che "deplora" tale decisione.

Sono saliti i casi negli Stati Uniti per il coronavirus, che arrivano a 13mila dopo un inizio epidemia più lento rispetto agli altri Paesi.

A febbraio, gli Stati Uniti hanno inserito cinque media cinesi nella lista delle "delegazioni straniere", ponendo delle limitazioni al numero del personale impiegato presso questi cinque mezzi di comunicazione. Il segretario di Stato americano Mike Pompeo, tra le voci più dure nell'amministrazione Trump contro la Cina, ha definito la decisione "spiacevole", ribadendo la differenza tra i media americani, indipendenti, e quelli cinesi, che dipendono dal governo e sono uno strumento della propaganda di regime.