Torna dalla pensione per aiutare, medico muore a causa del Coronavirus

Torna dalla pensione per aiutare, medico muore a causa del Coronavirus

Tra complotti, farmaci "miracolosi" e versioni alternative al mainstream bisogna schivare le bufale e dare il giusto peso a tutto. Un rapporto tra chi guarisce e chi muore lo puoi fare solo se hai la certezza di quanti sono i malati. Dall'isolamento a cui è costretto è stato protagonista di un lungo sfogo, in cui ha voluto contestare i metodi di diffusione dei dati relativi al Coronavirus. "Se tu non fai i tamponi a tutti, non puoi sapere chi muore e chi campa percentualmente".

Quando i colleghi lo hanno chiamato per chiedergli una mano, Gino Fasoli, medico in pensione di 73 anni, non ha saputo dire di no e si è rimesso subito il camice per lavorare in ambulatorio.

I difficili giorni che sono seguiti, prima in terapia intensiva, poi nel reparto malattie infettive e infine nell'ospedale di Noventa Vicentina, sono stati vissuti con la determinazione a non cedere e tornare prima possibile alla sua vita di sempre.

C'è spazio anche per un appello agli italiani: "Vi prego, cercate di leggere i numeri, non vi fate prendere in giro, non vi spaventate". Se fai i tamponi a tutti- continua il medico- e ti muore il 30%, puoi dire che la mortalità è il 30%, ma se fai il tampone soltanto a 'sti cadaveri che ti arrivano che ormai c'hanno 39 di febbre, tosse pazzesca, difficoltà respiratorie e più di 80 anni e muoiono, poi in televisione ti vengono a raccontare 'sta str*****a. Noi medici probabilmente contagiati se guariremo non rientreremo nelle statistiche.

Anche qui quello che dice il medico è sostanzialmente vero.

Insomma per il medico romano l'emergenza sarebbe causata soprattutto dagli errori commessi a livello di gestione dell'epidemia e da una comunicazione falsata. Mettetevi in testa che alla fine di tutta questa storia la mortalità di questo c***o di virus arriverà all'1-1,5%. "Questa è la verità, perché non abbiamo idea di quanta gente è malata".

Giuseppe spiega che il giorno seguente degli amici lo hanno fatto ricoverare in ospedale. Luigi Nasta non ha contagiato nessuno soprattutto perché si è comportato in maniera responsabile. "In questo Stato di mer*** il tampone non te lo fanno non perché manca quella stecchetta che ti mettono in gola, sai cosa manca?" I reagenti, i microscopi, questo manca. "Perché la Sanità è stata oggetto di tantissimi tagli".

Una versione, questa di Lucherini, confermata anche dall'Oms. "Il tasso di letalità in Italia è più elevato perché, oltre ad avere una popolazione più anziana, non si stanno testando (e di conseguenza isolando) i casi più lievi", ha dichiarato il vice direttore generale, Bruce Aylward. Qual è la differenza tra Italia e Corea del Sud o Germania?

"Pertanto chiedo di avere rispetto per un professionista che è stato ferito sul campo e rispetto per la preoccupazione di tuta la sua famiglia", ha aggiunto. Dunque si è preferito cercare di limitare la comunicazione che faceva dell'Italia l'epicentro del contagio, limitando i tamponi (e quindi "abbassando" il numero iniziale di contagiati). Hanno chiuso una nazione, vi rendete conto cos'hanno fatto? Una follia. E ancora danno la colpa ai runner, ragionate con le vostre teste. Ma le condizioni di Gino sono rapidamente peggiorate.