SUPERMERCATI: ecco i nuovi orari di Esselunga, Carrefour e Lidl

SUPERMERCATI: ecco i nuovi orari di Esselunga, Carrefour e Lidl

Orari ridotti per Esselunga da domani fino a venerdì 3 aprile. Ma nulla è stato deciso a livello centrale sugli orari di apertura di supermercati e negozi di alimentari.

La clientela di Esselunga continuerà a trovare guanti monouso e gel disinfettante agli ingressi di ogni negozio. Insomma: non c'è motivo di correre ad accaparrarsi generi alimentari.

Vogliamo contribuire a limitare gli spostamenti e le uscite di casa dei cittadini e vogliamo dare una pausa al personale dei punti vendita e ai servizi di vigilanza e pulizie che tanto stanno facendo per garantire un servizio essenziale in questo momento difficile.

Spesa online: il sito, nei giorni scorsi, ha tentato di limitare l'accesso agli ordini, invitando coloro che non fossero "persone anziane, persone diversamente abili, future mamme e neo genitori con bambini fino ad un anno di età, persone malate" a "fare la spesa in uno degli oltre 1000 punti vendita Carrefour sul territorio nazionale, che rimangono sempre aperti e costantemente riforniti di merce".

Anche Carrefour riduce gli orari di apertura dei suoi supermercati, ipermercati e negozi di prossimità, in tutta Italia, almeno fino al 29 marzo. Al momento ci sono lunghe code (virtuali) sul portale. In Toscana, le sigle di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno dichiarato lo stato di agitazione con un pacchetto di 16 ore di sciopero, che sarà applicato in modo diverso a seconda della città e delle realtà. La piattaforma della nota catena di supermercati, fondata dal leggendario Bernardo Caprotti insieme ad altri soci (fra i quali Nelson Rockefeller, miliardario e futuro vicepresidente degli Stati Uniti sotto Gerald Ford), ha infatti un orizzonte temporale di due settimane e nelle prossime due settimane non c'è un solo orario di consegna disponibile. Il servizio è garantito a Roma e nelle province di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Padova, Treviso e Venezia. Questi ultimi, attraverso i propri sindacati, hanno portato all'attenzione delle associazioni di categoria la necessità di modifiche che li tutelassero e permettessero anche la sanificazione completa dei locali, mandando, alla cittadinanza, il messaggio chiaro e forte che la domenica, andare a fare la spesa non può essere presa come scusa per uscire di casa. I soggetti interessati dovranno rivolgersi al proprio Comune, che provvederà poi a stilare la lista dei destinatari.