Russia: i medici lanciano l'allarme e Putin fa retromarcia

Russia: i medici lanciano l'allarme e Putin fa retromarcia

Poco più di una settimana fa, il presidente Vladimir Putin ha detto che la Russia aveva la diffusione del coronavirus "sotto controllo". La dichiarazione è stata pubblicata su Facebook da Konstantin Sonin, professore dell'Università di Chicago e dell'Hse di Mosca. In Russia ci sono ufficialmente 658 casi di coronavirus e tre morti.

Composta da 104 persone, tra medici - sono 32 -, infermieri e addetti alla sanificazione, la delegazione prima di essere operativa, dovrebbe lavorare al fianco del personale dell'ospedale Papa Giovanni XXIII, per conoscere i protocolli di cura e di intervento che condividerà quando verrà aperta la nuova struttura. Un numero che secondo la Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) di Bergamo è di 70 mila positivi, un dato molto più alto di quello ufficiale. Preventivamente, il governo russo ha ordinato la chiusura di tutti i bar e ristoranti nel Paese a partire da domani. A riferirlo è il centro operativo per la lotta contro la diffusione del coronavirus. La prima vittima è un 72enne di Namangan - città sita nel nord est dell'Uzbekistan - con malattie pregresse; restrizioni sono state adottate per le città di Navoi e Zarafshan, mentre a Bukhara, popolare destinazione turistica, le autorità hanno deciso di chiudere i confini. Ha esortato i russi a "comprendere la complessità della situazione" e a rimanere a casa, dichiarando che la prossima settimana sarà pagata ma senza lavoro. "La priorità sono la vita, la salute e la sicurezza dei nostri concittadini".