Morto lo scrittore e oppositore russo Eduard Limonov

Morto lo scrittore e oppositore russo Eduard Limonov

La sua vita ha ispirato la biografia romanzata scritta da Emmanuel Carrère nel 2011, intitolata appunto Limonov. Esiste davvero: "è stato teppista in Ucraina, idolo dell'underground sovietico, barbone e poi domestico di un miliardario a Manhattan, scrittore alla moda a Parigi, soldato sperduto nei Balcani; e adesso, nell'immenso bordello del dopo comunismo, vecchio capo carismatico di un partito di giovani desperados". Si sa che lo scorso 13 marzo aveva annunciato di aver firmato un contratto per un libro "già scritto", l'ultimo colpo di teatro di un uomo vissuto senza farsi sconti.

Si chiamava Eduard Veniaminovich Savenko, nome di battaglia Eduard Limonov, ed è stato autore di oltre 70 libri.

In realtà in patria Limonov era conosciuto da tutti. Sintetizzare i suoi 77 anni in scena è quasi impossibile. Ci sono gli anni sovietici, l'ascesa dal nulla al glamour a colpi di parole, l'esilio americano, il periodo francese, il rientro dopo il crollo dell'Unione Sovietica, gli anni folli della politica "riformista", combattuta dalla colonne del suo giornale Limonka (bomba a mano, in russo) e dalle fila del suo partito, i Nazional-Bolscevichi (alias Naz-Bol). Una militanza - condivisa con Alexander Dugin, il filosofo ultranazionalista spesso descritto come l'ideologo di Putin - che nel 2001 gli è costata la galera, per attività sovversiva e anticostituzionale. Lo ha annunciato il suo partito "Altra Russia", di cui era leader, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Interfax. Lui si vede come un eroe, ma lo si può considerare anche una carogna: "io sospendo il giudizio" si legge nelle prime pagine di questo libro. "Carrère? Ci saremo visti tre volte".