Mario Draghi al Financial Times: il suo intervento spiegato da Giuseppe Scognamiglio

Mario Draghi al Financial Times: il suo intervento spiegato da Giuseppe Scognamiglio

Secondo l'ex presidente della Bce, "una profonda recessione è inevitabile. La sfida è come agire con sufficiente forza e rapidità affinché non si trasformi in una prolungata depressione, resa più profonda da una pletora di fallimenti che lascerebbero danni irreversibili". Anche se il costo di tali operazioni è l'aumento del debito pubblico, è necessario intervenire in questa direzione, poiché il rischio di una disastrosa distruzione è concreto. La perdita di reddito sostenuta dal settore privato - e qualsiasi debito accumulato per colmare il divario - deve alla fine essere assorbita, in tutto o in parte, dai bilanci pubblici. Livelli molto più alti di debito pubblico diventeranno una caratteristica permanente delle nostre economie e dovranno essere accompagnati dalla cancellazione del debito privato. L'importante è che non diventi la tomba dell'Europa: "è il compito specifico dello Stato - scrive Draghi - utilizzare le proprie risorse per proteggere i cittadini e l'economia dagli shock dei quali il settore privato non è responsabile, e che non può assorbire".

L'emergenza Coronavirus tiene gran parte delle attenzioni condensate intorno al sistema sanitario nazionale, e alla sua tenuta dopo lo stress dovuto all'esplosione dell'epidemia, ma lo scenario da osservare si sottopone allo sguardo sotto molteplici fronti. "In Italia e in Germania fra il 6 e il 15% delle spese di guerra in termini reali sono state finanziate con le tasse". "Oggi è a causa dell'angoscia umana provocata dalla pandemia e dalla chiusura" imposta dai provvedimenti restrittivi nei vari Paesi. Nel dibattito locale in corso su Cronache Maceratesi, Draghi era stato chiamato in causa nei giorni scorsi anche dal presidente di Confindustria Macerata Domenico Guzzini come uomo giusto per guidare una task force per l'economia. "Se non ci riusciamo, usciremo da questa crisi con un'occupazione più bassa in modo permanente". Molti governi hanno già introdotto misure idonee a incanalare la liquidità verso le aziende in difficoltà. Lagarde favorevole ma una tantum • Il Pd nei sondaggi recupera ancora sulla Lega, Italia Viva sempre più giù. Le banche dovrebbero prestare denaro a costo zero alle imprese. "E deve essere fatto immediatamente, evitando ritardi burocratici". In questo modo è il bilancio pubblico a "farsi carico dei debiti privati". Cosa accadrà quando la guerra sarà finita? Tuttavia, le perdite accumulate potrebbero mettere a repentaglio la loro capacità di successivi investimenti. La seconda appare meno onerosa per i conti dello stato. Per il suo assorbimento il banchiere italiano non sembra contrario a grandi investimenti statali o l'ampliamento del settore pubblico.

Di fronte a circostanze impreviste, un cambiamento di mentalità è necessario in questa crisi come lo sarebbe in tempo di guerra.