La Repubblica Ceca ha sequestrato mascherine dalla Cina per l'Italia

La Repubblica Ceca ha sequestrato mascherine dalla Cina per l'Italia

Ci sono voluti 3 giorni prima che le autorità ceche ammettessero che almeno parte del materiale era riservato all'Italia.

Lo ha denunciato il GR1: siamo venuti a conoscenza della verità solo alle informazioni fornite da un ricercatore ceco, Lukas Lev Cervinka. La versione ufficiale con i primi comunicati diceva all´inizio che si trattava di mascherine e respiratori confiscati, parlando di materiale rubato a imprese ceche da criminali senza scrupoli che volevano venderle a costo maggiorato.

Ma poi hanno iniziato a circolare foto e filmati mostrati da Cervinka e dalle ong democratiche ed europeiste a descrivere tutt'altra realtà. Ma poi è emerso che tra gli scatoloni sequestrati dalla polizia ce n'erano alcuni con sopra stampate le bandiere di Cina e Italia, così come alcune scritte in mandarino e in italiano con cui le autorità di Pechino mandavano i loro incoraggiamenti a Roma.

Alla fine lo ha ammesso anche il ministro dell'interno ceco Jan Hamacek. "Purtroppo successivamente è venuto alla luce che una parte era un dono cinese all'Italia", ha scritto Hamacek su Twitter aggiungendo che ovviamente "l'Italia sarà risarcita".

A quel punto il ministero della Salute ceco avrebbe continuato a insistere sulla veridicità della versione ufficiale, "ripetendo la menzogna del sequestro di materiale destinato a vendite illegale".

La polizia, nel dettaglio, ha sequestrato 680 mila mascherine e 28 mila respiratori.

"Poi l´ambasciata italiana a Praga ha reagito, e la sua versione, veritiera, della vicenda, è stata narrata dall´illustre testata econonica Hospodarské Noviny", prosegue il racconto del ricercatore. "Il governo appunto si è limitato alle parziali ammissioni dei tweets del ministero dell´Interno, i suoi vertici tacciono con Italia e resto dell´Unione europea".

Ora una plausibile soluzione che risarcisca l'Italia è quella di un nuovo carico che parta dalla Repubblica popolare per raggiungere il nostro paese. Il materiale confiscato dalle autorità ceche infatti "resterà di fatto nella Repubblica ceca perché è stato già distribuito agli ospedali nazionali mobilitati per affrontare il Coronavirus e registrato nei loro inventari". "Ringrazio l'Ambasciata d'Italia in Polonia e il nostro ministero degli Esteri per l'immediato interessamento", conclude.