Il film Ultras su Netflix: ecco la recensione

Il film Ultras su Netflix: ecco la recensione

Il regista, qui all'esordio dietro la macchina da presa di un lungometraggio, è ben noto nella scena musicale italiana grazie ai numerosissimi videoclip girati per Calcutta, Emis Killa, i Thegiornalisti, Motta e Liberato, che si è appunto occupato della colonna sonora.

Un dramma sportivo, film drammatico in cui i sorrisi sono quasi forzati, pellicola buia come il nuovo mondo degli ultras, più crudele rispetto a quello degli anni '80, meno folklore ed eventi alla luce del giorno, più oscurità con il quale gli altri tifosi e il calcio devono fare i conti nel nuovo millennio. E la nuova generazione che ha cambiato nome, scegliendo di essere N.N.N. Un Daspo gli impedisce di avvicinarsi alla curva, così quei valori iniziano a vacillare quando sente per la prima volta il bisogno di una vita normale. Poi c'è Angelo, sedici anni, che guarda agli Apache come ad una famiglia, a Sandro come un padre. Ultras è la storia della loro amicizia, di una fede e di un amore incrollabili nelle ultime settimane del campionato di calcio. E dell'inevitabile incontro di entrambi con il proprio destino.

Il film è scritto dallo stesso Francesco Lettieri insieme a Peppe Fiore. "Lo stadio Francioni è diventato il San Paolo e Latina è diventata Napoli". Sandro, rigorosamente diffidato, ama la sua squadra di calcio ma, la maturità realizzata col tempo, lo porterà ad allontanarsi da quel mondo troppo violento per un uomo adulto e a legarsi ad una donna, trascurando i compagni di avventure: le vecchie guardie della tifoseria calcistica napoletana.

Il lavoro cinematografico racconta dei codici del tifo organizzato. Per me tutti gli aspetti del film ballano su un equilibrio tra classicismo e realismo. I casting sono durati più di sei mesi.

Sarebbe dovuto uscire prima dell'approdo su Netflix, ma la pandemia di coronavirus e i cinema chiusi hanno portato all'approdo diretto in tv e nei dispositivi mobili, dal piccolo al piccolissimo schermo. "L'idea era quella di lasciare spazio a tutti i personaggi, anche quelli minori, e dare a tutti un'identità e una verità".