Il coronavirus colpa di Atalanta-Valencia?

Il coronavirus colpa di Atalanta-Valencia?

"Bergamo è un'anomalia e in quel distretto ci sono stati tanti catalizzatori che hanno fatto esplodere la diffusione, come l'operosità della zona e forse anche la partita Atalanta-Valencia - ha spiegato l'infettivologo Le Foche -: l'apice dell'entusiasmo per un club che può aver portato a tanti contagi, tante persone vicine ed euforiche che si abbracciano". La stessa che ha duramente colpito il popolo cinese. "Credo che abbiano agito più le osterie e i bar nei quali, soprattutto gli anziani, in provincia si radunano il mattino e la sera".

"In questo momento l'unica cosa che sento di fare è augurare a me stesso e a tutti voi di rimanere positivi, uniti e di amare la vita" ha scritto ieri il portiere Pierluigi Gollini in occasione del suo venticinquesimo compleanno, in un post corredato da un video delle Frecce Tricolori che si esibiscono sulle note del 'Nessun dorma' di Puccini. La sensazione, o meglio la ricostruzione in attesa di conferme, è che il coronavirus a Bergamo possa essere dilagato dopo la partita di Champions League tra Atalanta e Valencia, andata in scena lo scorso 19 febbraio allo stadio San Siro di Milano, quando si giocava ancora a porte aperte e non c'erano particolari restrizioni per quanto riguarda gli spostamenti. Nello specifico? Un paio su tutti.

"L'area bergamasca è da sempre molto attiva nel mondo degli scambi economici e sociali". Peccato però che quella serata storica potrebbe essere stato l'inizio di un incubo. La partita Atalanta-Valencia potrebbe aver avuto un ruolo decisivo, ecco le sue parole: "È passato un mese da quella partita". I tempi sono pertinenti. "Intendo - aggiunge Le Foche- un'espulsione di quantità di particelle virali molto alta e a grande velocità dalle prime vie aeree, bocca e naso". Di tutto. Coraggio Bergamo, coraggio compatrioti lombardi, coraggio italiani che state soffrendo e combattendo in prima linea contro questo nemico terribile.