Gravina: "Ipotesi Playoff bocciata. Ecco quando si potrebbe ripartire"

Gravina:

I tagli possibili - Il monte stipendi complessivo della Serie A è pari a 1,3 miliardi di euro, e il presupposto da cui si parte è: se i calciatori non si allenano e non giocano non devono essere pagati. Bene: poiché stiamo attraversando un'emergenza storica, una crisi mai vissuta prima se non durante la seconda guerra mondiale, la realtà esige provvedimenti che rispondano ai criteri della solidarietà e della sopravvivenza del calcio. Il modello è quello del Bayern Monaco: in attesa di una decisione che riguardi l'intera Bundesliga, giocatori e dirigenti si sono ridotti del 20 per cento gli emolumenti per consentire alla società di pagare il resto degli stipendi. Sono ancora valide le ipotesi 3, 10 e 17 maggio? Solo in un secondo momento si parlerà delle iniziative legate alla fase di ripartenza, compreso il prolungamento della fine di questa stagione dopo il 30 giugno.

È la mia, la nostra, speranza: "significherebbe avere la possibilità di rialzare la serranda del calcio italiano". Playoff? Erano una mia idea ma sono stati bocciati, non hanno riscosso gradimento. Chi ha responsabilità, così deve comportarsi in queste ore perché non possiamo permetterci di offrire l'immagine di un settore divorato da polemiche intestine, visioni contrapposte, men che meno da minacce di ricorsi. L'Associazione calciatori attende che la situazione sia più chiara, ma in ogni caso la salute dei giocatori prevale sull'aspetto finanziario: sì ai tagli se non ci sono le condizioni per riprendere in sicurezza il campionato. Quella data, per ora, fa fede. Va precisato che la misura in questione consiste essenzialmente in una conferma dello stato di emergenza nazionale sancito a gennaio con la diffusione del Coronavirus e che ha durata, appunto, di sei mesi.