Gabbiadini: "Positivo al Coronavirus, non ci credevo. Tommasi aveva ragione"

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Il primo blucerchiato ad aver accusato i sintomi è stato Manolo Gabbiadini che ha raccontato tutto in un'intervista rilasciata alla Gds: "Ho sentito un po' di febbre la sera di martedì 10, ma non ho pensato al virus". Quella notte ho dormito male, mi girava la testa ma non ero caldo, avevo 37.5. Ho chiamato il dottor Baldari della Samp, ma anche in questo caso non ho pensato al virus.

La consapevolezza del pericolo che si sta correndo, ma anche una grande voglia di tornare a lottare in campo per la sua Sampdoria. Quando mi ha chiamato per dirmi che ero positivo pensavo stesse scherzando.

Ore 08.10 - Il Napoli va controcorrente e fissa la data di ripresa degli allenamenti. Non me l'aspettavo, la febbre era passata subito ma da quel momento ho cominciato davvero a riflettere sul coronavirus. "Io non ho competenze politiche o sanitarie, però probabilmente chiudere davvero tutto per quindici giorni sarebbe stato giusto".

Nei giorni precedenti aveva pensato al rischio di contagio? Tutti abbiamo sottovalutato il problema, ora però l'unica cosa da fare è stare a casa. Era difficile prevedere un'epidemia così grave. Eravamo in hotel quando abbiamo visto che Parma-Spal non si giocava, abbiamo ipotizzato che non avremmo giocato. Però col senno di poi credo proprio che avesse ragione lui: "la salute è prioritaria".

Sulla ripartenza del campionato, Gabbiadini non ha dubbi su quella che sia oggi la priorità: "Per adesso no perché ci vorrà ancora un po' di tempo e la battaglia più importante da vincere è quella contro il coronavirus". Dobbiamo farlo per noi, per le nostre famiglie e per i medici che si stanno sacrificando tantissimo per tutta la popolazione. Il calcio poi ripartirà e sarà bellissimo. Motivo per cui, ovviamente, non si sta nemmeno allenando in casa a differenza dei compagni di squadra. "Solo allungamento per la schiena".