Covid-19, la carenza di vitamina D può essere un fattore di rischio?

Covid-19, la carenza di vitamina D può essere un fattore di rischio?

"Queste indicazioni derivano da numerose evidenze scientifiche - scrivono i professori - che hanno mostrato un ruolo attivo della Vitamina D sulla modulazione del sistema immune, la frequente associazione dell'Ipovitaminosi D con numerose patologie croniche che possono ridurre l'aspettativa di vita nelle persone anziane, tanto più in caso di infezione da COVID-19, un effetto della Vitamina D nella riduzione del rischio di infezioni respiratorie di origine virale, incluse quelle da coronavirus e la capacità della vitamina D di contrastare il danno polmonare da iperinfiammazione".

Gli autori dello studio suggeriscono ai medici di assicurare livelli adeguati di vitamina D alla popolazione, soprattutto nei soggetti già contagiati, nel personale sanitario, negli anziani, nelle persone fragili, tutti coloro che per qualche motivo non si espongono alla luce solare.

La vitamina D potrebbe avere una funzione preventiva e terapeutica nella lotta al coronavirus.

Ma, spiega Le Scienze, "on viene presentato un solo dato a supporto delle supposizioni fatte". Detto questo, alcune ricerche dimostrano che avere livelli sani di vitamina D, oltre a prendere un integratore di vitamina D, può aiutare a mantenere il sistema immunitario sano e può proteggere dalle malattie respiratorie in generale. L'Italia, fanno notare gli esperti, è uno dei Paesi europei (insieme a Spagna e Grecia) con maggiore prevalenza di ipovitaminosi D. Nel Nord Europa la prevalenza è minore per l'antica consuetudine di addizionare cibi di largo consumo (latte, formaggio, yoghurt ecc.) con vitamina D. Inoltre "la ridotta incidenza di Covid-19 nei bambini potrebbe essere attribuita alla minore prevalenza di ipovitaminosi D conseguente alle campagne di prevenzione del rachitismo attivate in tutto il mondo dalla fine dell'Ottocento". Il Prof. Giancarlo Isaia, docente di Geriatria e Presidente dell'Accademia di Medicina di Torino, e il Prof.

Vitamina D: dove si trova?

Come spiegate i tanti casi in particolare nelle zone di Bergamo e Brescia? Il filo conduttore di questa suggestione è la vitamina D.

Enzo Medico, biologo, ha analizzato anche i dati delle percentuali nei ratti colpiti da polmonite. La vitamina D secondo diversi studi ha importanti effetti antivirali. "Lo studio è stato girato ai medici e sono arrivati dei feedback molto interessanti".

La conferma a questa tesi arriverebbe dai dati preliminari raccolti in questi giorni a Torino tra i pazienti ricoverati positivi al Covid19.

Per far sì che il nostro corpo riceva vitamina D bisogna esporsi alla luce solare per quanto è possibile, anche su terrazzi e balconi, e curare l'alimentazione preferendo cibi ricchi di vitamina D; inoltre, sotto il controllo medico, si possono assumere specifici preparati a base di vitamina D.