Coronavirus, varato il decreto "Cura Italia": cosa prevede

Coronavirus, varato il decreto

Sospensione dei mutui, cassa integrazione in deroga, voucher baby-sitter da 600 euro o 15 giorni di congedo parentale, ma anche un finanziamento per il sistema sanitario nazionale da 3,5 miliardi di euro. Altri dieci miliardi sono stati stanziati per occupazione e sostegno al reddito con l'estensione degli ammortizzatori sociali a tutte le tipologie di lavoratori dipendenti. Ma il ministro fa appello alla responsabilità di tutti: le scadenze fiscali sono tutte rinviate ma "chi ha la possibilità paghi", per destinare risorse al sistema sanitario.

Il governo potenzia il fondo Gasparrini per la sospensione delle rate dei mutui dei lavoratori autonomi in difficoltà o di chi ha perso il lavoro in questi giorni.

Il Governo ha approvato il cosiddetto decreto legge "Cura Italia" e, in attesa di vederlo pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, è stato presentato in conferenza stampa dal premier Conte: è composto da una serie di misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per contrastare gli effetti sull'economia dell'emergenza coronavirus, per stanziamenti complessivi pari a circa 25 miliardi di euro. "E' una manovra economica poderosa: non abbiamo pensato e non pensiamo di combattere un'alluvione con gli stracci" sono state le parole del premier.

"Il governo è vicino alle imprese, i professionisti, le famiglie, alle donne e gli uomini, i giovani che stanno facendo enormi sacrifici per tutelare il bene più alto".

"Le misure di sostegno e spinta sono concreta dimostrazione della presenza dello Stato" nell'emergenza coronavirus, ha rivendicato Conte: "Possiamo parlare di 'modello italiano' non solo sanitario, ma anche come strategia economica di risposta alla crisi". Perché, nonostante lo sforzo immane di corpi intermedi ed esecutivo, il decreto non può risolvere una volta per tutte le complessità strutturali del mercato del lavoro italiano.

Sul versante delle famiglie, il decreto appena licenziato dal Consiglio del ministri stanzia 1,2 miliardi per i congedi parentali straordinari pari al 50% della retribuzione e, in alternativa, voucher baby sitter per i genitori lavoratori, dipendenti o autonomi, con figli minorenni a casa da scuola per l'emergenza. Peccato che altrettanto non si sia visto in termini di efficienza e di puntualità delle scelte politiche ed economiche, con quest'ultime che continuano ad affossare il Paese. Il Fondo di garanzia - va ricordato - è un'agevolazione che fa capo al ministero dello Sviluppo economico e permette a professionisti e imprese di ottenere una garanzia pubblica, consentendo l'accesso al credito bancario anche a coloro che non dispongono di sufficienti garanzie. Altro filone in cui il Governo vuole spingere è quello della liquidità con interventi sul credito che, secondo le stime di Palazzo Chigi, potranno arrivare ad attivare fino a 300 miliardi di euro di investimenti. Si tratta, come precisato anche dagli esponenti della maggioranza, di una prima misura con un altro decreto che dovrebbe essere varato ad aprile. Allo stato, lo stanziamento per gli autonomi è decisamente insufficiente, così come manca quel riconoscimento al personale medico e paramedico che Forza Italia ha chiesto a gran voce.

Per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400mila euro, i ricavi e i compensi percepiti nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del decreto-legge e il 31 marzo 2020 non sono assoggettati alle ritenute d'acconto, da parte del sostituto d'imposta, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato.

- Tutti gli adempimenti fiscali in scadenza oggi, 16 marzo 2020, sono rimandati al 31 maggio.

Il presidente della Fondazione sviluppo sostenibile sottolinea anche la necessità di "misure consistenti per decarbonizzare i trasporti, incentivando l'acquisto in tre anni di 10.000 nuovi autobus elettrici e a biometano, finanziando la realizzazione di nuove corsie preferenziali, l'aumento dell'elettrificazione dei servizi di sharing mobility e rafforzando gli interventi che scoraggiano l'uso dell'auto privata nelle città".

Nel decreto ci sono 10 miliardi per gli ammortizzatori sociali. In campo aiuti per medici, lavoratori, famiglie e imprese, un'iniezione di sostegno all'economia da circa 25 miliardi e finanziamenti mobilitati per 350 miliardi. Cassa integrazione in deroga allargata a tutti i settori. Congelati i licenziamenti con procedure avviate dal 23 febbraio in avanti.