Coronavirus, primo medico di famiglia morto a Napoli

Coronavirus, primo medico di famiglia morto a Napoli

A riferirlo è il segretario generale della Fimmg e presidente dell'Ordine dei medici di Napoli Silvestro Scotti, che aggiunge: "Su sei dottori morti negli ultimi giorni, cinque sono medici di famiglia". Siamo rimasti soli, senza dispositivi. E' il pensiero dello SMI (Sindacato Medici Italiani) attraverso Rocco Imerti, intervenuto in merito alla delibera emessa dalla Regione per chiedere ai medici di famiglia, di diventare sentinelle sul territorio. Dal canto nostro noi dello S.M.I.ci siamo subito premuniti: abbiamo fatto una riunione urgente sabato 22 febbraio, all'indomani del primo caso. Prima in Malattie Infettive, poi si è aggravato: da qui è stato trasferito al reparto di Rianimazione ma purtroppo è deceduto. "Senza considerare - conclude - che proteggere i medici di famiglia dal contagio significa anche proteggere i cittadini e frenare la catena del contagio".

"Non so più che inventarmi - confida - È troppo tardi parlare di fare più tamponi: i tamponi vanno fatti di routine ai medici". Dal Pirellone viene, quindi, richiesto di monitorare con attenzione sia i pazienti Covid che sono stati dimessi, ma non sono ancora guariti, sia coloro che manifestano sintomi riconducibili al virus. Le condizioni di Nino, come tutti lo conoscevano, sono peggiorate nell'arco di una settimana. Sento forte questa domanda dentro di me altrettanto forte il desiderio di continuare a cercare delle soluzioni.