Coronavirus, la soluzione di Moggi: "Non assegnare il titolo e campionato a 22 squadre"

In questo susseguirsi di voci e di pareri sul Coronavirus, sullo stato del calcio e in particolare sulla situazione che sta vivendo la città di Avellino, sono intervenuti tanti campioni del passato, che hanno indossato anche la maglia dell'Avellino o che hanno fatto in qualche modo parte della storia del club.

"Siamo davanti a qualcosa di eccezionale, non è il momento di parlare di eventuali responsabilità".

"E' quello che stavo dicendo prima. Questo sport è la quarta azienda italiana, attorno ad esso ruotano tantissimi soldi e ci saranno società anche di un certo livello che rischiano di scomparire". Non voglio passare per catastrofico, ma sul piano economico ci saranno ripercussioni fortissime e il calcio italiano non sarà più lo stesso. Non tutti ce la faranno, ma verrà il tempo per pensare a tutto questo.

Potranno finire i campionati a suo avviso? Tra questi anche Luciano Moggi, grande ds in serie A soprattutto con la Juventus ma anche uno dei principali artefici dello scandalo Calciopoli e condannato per questo, ha voluto comunque ricordare, ai microfoni di YSport, la sua amicizia con Antonio Sibilia: "Faccio volentieri un saluto a tutti gli avellinesi anche perché io sono legato a questo popolo per motivi calcistici, con Sibilia ho sempre avuto un rapporto di amicizia vera, quasi fraterna, ci rispettavamo a vicenda". Non assegnare il titolo, mandare in Champions le prime 4, così come in Europa League quinta e sesta. "Poi congelamento delle retrocessioni e promozione delle prime due della serie B in A, da fare quindi a 22 nel 2020-21". "Il calendario l'anno prossimo sarà ancora più pieno, ma si annulleranno tutte le amichevoli inutili e si comincerà prima come succede negli altri campionati europei".