Coronavirus, Iss: "Solo 1,2% deceduti non aveva altre patologie"

Coronavirus, Iss:

Sono alcuni dei dati contenuti nel report di approfondimento sui pazienti deceduti pubblicato dall'Iss sul sito Epicentro, realizzato su un campione statistico di 3200 vittime e basato sui dati disponibili al 20 marzo.

Il 71,1% dei decessi è avvenuto in Lombardia, il 17,3% in Emilia Romagna, il 3,9% in Veneto.

Sul campione preso in considerazione, "sono 17 i pazienti deceduti COVID-19 positivi di età inferiore ai 50 anni".

Il numero medio di patologie osservate tra i pazienti deceduti positivi a Covid-19 è di 2.7.

L'indagine epidemiologica dell'Istituto segnala che, a parte i primi tre casi registrati nel Lazio, la trasmissione dell'infezione è avvenuta in Italia. Rapidissimo l'iter della malattia.

I tempi mediani che trascorrono sono di otto giorni "dall'insorgenza dei sintomi al decesso", così suddivisi: "dall'insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale (4 giorni) e dal ricovero in ospedale al decesso (4 giorni)".

Il tempo intercorso dal ricovero in ospedale al decesso era di un giorno più lungo in coloro che venivano trasferiti in rianimazione rispetto a quelli che non venivano trasferiti (5 giorni contro 4 giorni). In particolare, sono 4 dall'insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale e altri 4 dal ricovero in ospedale al decesso. Ma l'analisi non finisce qui perché l'Iss ha dimostrato che alle persone decedute la terapia più utilizzata (83 per cento dei casi) è stata quella antibiotica a fronte di quella antivirale e quella steroidea. "Il comune utilizzo di terapia antibiotica - si legge nel documento - può essere spiegato dalla presenza di sovrainfezioni o è compatibile con l'inizio di una terapia empirica in pazienti con polmonite, in attesa di conferma laboratoristica di Covid-19".