Coronavirus Formula 1, Carey: "Al lavoro per riprendere il prima possibile"

Coronavirus Formula 1, Carey:

A causa della situazione generata in Europa dal Coronavirus, le tre gare però sono state sospese. Per questo motivo, a poche ore dall'inzio delle FP1, la Formula 1 ha annunciato la cancellazione del weekend di gara.

La F1 è congelata e Chase Carey sente di doversi scusare con i fans.

"Capiamo che tutti vogliano sapere cosa aspettarsi dalla Formula 1 nel 2020".

"Cari tifosi di Formula 1, vogliamo condividere con voi alcuni pensieri e considerazioni dopo l'ultimo fine settimana, caratterizzato dalla pandemia di coronavirus. La nostra priorità è la salute e la sicurezza di tifosi, piloti, team e di tutto lo staff organizzativo della Formula 1".

A seguito di quanto successo in Australia, Chase Carey ha recentemente rilasciato un comunicato nel quale si scusa con gli appassionati accorsi da tutto il mondo per seguire la prima tappa del mondiale, spiegando le motivazioni della scelta. Nessuno sa come e quando inizierà la stagione 2020 di F1 e questa mattina il CEO della F1 Chase Carey ha scritto una lettera di scuse rivolta a tutti i fan della F1. In queste circostanze le decisioni vengono prese dalla Formula 1, dalla FIA e dai nostri promotori locali, e riteniamo che le misure prese siano state quelle giuste e necessarie. "Ad oggi non possiamo dare risposte specifiche ma abbiamo intenzione di iniziare la stagione 2020 il più presto possibile appena sarà sicuro farlo..." questo un piccolo estratto tradotto del messaggio.

In questi giorni la casella di posta della Formula 1 è stata inondata di domande sull'inizio del campionato. Siamo in costante contatto con esperti e funzionari per capire come procedere nei mesi seguenti. Ovviamente vi terremo aggiornati non appena ci saranno nuovi dettagli da comunicare.

"Vi ringraziamo del vostro supporto e della comprensione e auguriamo a voi e alle vostre famiglie il meglio".

Con l'annullamento del GP d'Australia, il GP del Bahrain e il GP del Vietnam, in programmazione rispettivamente il 22 marzo e il 5 aprile, sono stati posticipati a causa della continua diffusione globale del COVID-19.