Coronavirus, Emmanuel Macron: "Non voglio un'Europa divisa, la Francia è con l'Italia"

Coronavirus, Emmanuel Macron:

"Non voglio un'Europa egoista e divisa - dice Emmanuel Macron - Non supereremo questa crisi senza una solidarietà europea forte, a livello sanitario e finanziario".

L'UE e la zona euro non possono ridursi a un'istituzione monetaria e ad un insieme di regole che consente a ogni Stato di agire a modo suo. "Gli Eurobond - ha aggiunto - sono una grande occasione per l'Europa di dimostrare che sa reagire a una crisi come questa". Alcuni Paesi, tra cui la Germania, hanno espresso le loro reticenze. "Preferisco un'Europa che accetti divergenze e dibattiti piuttosto che un'unità di facciata che conduce all'immobilismo".

In Francia sono state prese misure per fronteggiare l'emergenza con una serie di restrizioni sociali e, rivolto all'Italia, "ci ha preceduto in questa crisi che abbiamo potuto trarne le lezioni per noi stessi". Dice anche che l'Europa ha tutte le risorse per farcela, un sistema finanziario solido e un servizio pubblico di qualità. A parlare è il presidente francese Emmanuel Macron in un'intervista rilasciata a Repubblica. "Questo è il punto di partenza". La Francia conta ora circa 30 mila casi positivi di Covid-19 con un'incidenza molto forte nel cuore di Parigi e questo ha creato una consapevolezza diversa nel leader francese che non solo si è fatto promotore insieme all'Italia, la Grecia, la Spagna ed altri cinque paesi di un documento forte per l'introduzione del coronabond (sonoramente bocciato da Germania e paesi del Nord Europa) ma nelle ultime 24 ore sta rilasciando interviste sulla necessità di un intervento forte e deciso dell'Unione.

Il riferimento anche alla crisi sanitaria e al modello di reazione dell'Italia.

"L'ammontare è secondario, è avere un segnale che conta, attraverso l'indebitamento comune o un budget comune", ha concluso il capo di stato francese.
In questa crisi sul piano economico l'Europa ha preso due decisioni molto forti. "E' d'altronde ciò che abbiamo chiesto di fare alla Commissione europea nella lettera dei nove paesi inviata mercoledì e che abbiamo messo agli atti al Consiglio Europeo giovedì".