Coronavirus, Conte a G20: risposte coordinate in economia e sanità

Coronavirus, Conte a G20: risposte coordinate in economia e sanità

Nove leader europei, tra i quali il premier Giuseppe Conte e il presidente francese Emmanuel Macron, hanno firmato una lettera congiunta per chiedere, in vista del vertice europeo di domani, la creazione dei 'Coronabond' per fronteggiare la crisi economica dovuta alla pandemia. Conte rifiuta "meccanismi di protezione personalizzati", temendo un effetto stigma: "Non disturbatevi, ve li potete tenere, perché l'Italia non ne ha bisogno".

L'Unione europea ha dieci giorni di tempo per trovare una soluzione adeguata all'emergenza coronavirus.

Ed ancora: "Come si può pensare che siano adeguati a questo shock simmetrico di così devastante impatto strumenti elaborati in passato, che sono stati costruiti per intervenire in caso di shock asimmetrici con riguardo a tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi?". "Ciascun Paese risponde per il proprio debito pubblico e continuerà a risponderne", a maggior ragione l'Italia che "ha le carte in regola con la finanza pubblica", avendo chiusi il 2019 "con un rapporto deficit/Pil di 1.6 anziché 2.2 come programmato".

CHI SI OPPONE - L'appello di Italia, Francia, Spagna, Irlanda, Grecia, Portogallo, Lussemburgo e Slovenia per l'emissione di "uno strumento di debito comune" ha incassato il no di Austria, Germania e Olanda. Il presidente del Consiglio ha commentato: "Occorre reagire con strumenti finanziari innovativi e realmente adeguati a reagire a una guerra che dobbiamo combattere insieme per vincerla quanto più rapidamente possibile". Il contenuto del messaggio, inviato dal premier ai leader del paesi Ue durante la seduta in teleconferenza del Consiglio Europeo, è stato il seguente: "Se gli aiuti che pensa di mettere in campo l'Europa sono gli stessi del passato allora l'Italia può fare anche da sola".