Coronavirus, come cambiano le celebrazioni di Pasqua

Coronavirus, come cambiano le celebrazioni di Pasqua

Nel comunicato della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti si evince innanzitutto che "la data della Pasqua non è trasferibile" e che i fedeli potranno assistere solamente alla Messa della Domenica.

Sarà una Pasqua sottotono e all'insegna dell'emergenza Coronavirus.

"Nel difficile tempo che stiamo vivendo a motivo della pandemia di Covid-19, considerando il caso di impedimento a celebrare la liturgia comunitariamente in chiesa come da indicazioni dei Vescovi per i territori di loro competenza, giungono indicazioni generali ed alcuni suggerimenti ai Vescovi" si legge nel decreto della Congregazione.

Le processioni e i riti tradizionali della Settimana Santa non si svolgeranno per Pasqua ma potrebbero a settembre. Nella Messa in Coena Domini la lavanda dei piedi, di per sé facoltativa, si deve omettere, mentre le processioni e le altre "espressioni di pietà popolare che arricchiscono" la Settimana Santa e il Triduo pasquale, dalle processioni alla Via Crucis, si potranno rimandare "a giudizio del vescovo diocesano in altri giorni convenienti, ad esempio il 14 e 15 settembre", quando la Chiesa celebra la festa dell' Esaltazione della Croce e della Madonna Addolorata.

Per il Triduo Pasquale, su indicazione dei Vescovi, concordate con la Conferenza Episcopale, nella chiesa cattedrale e nelle chiese parrocchiali, pur senza la partecipazione fisica dei fedeli, saranno celebrati i misteri liturgici del Triduo Pasquale, avvisando i fedeli dell'ora d'inizio in modo che possano unirsi in preghiera nelle proprie abitazioni. Per Taranto questo significa che i Riti, che attraggono migliaia di turisti nelle notti fra Giovedì, Venerdì e Sabato Santo, non si faranno.

Quanto al Giovedì Santo, "nelle chiese cattedrali e parrocchiali, in misura della reale possibilità stabilità da chi di dovere, i sacerdoti della parrocchia possono concelebrare la va messa nella Cena del Signore ". Sulla Messa crismale invece, "valutando il caso concreto nei diversi Paesi il vescovo ha facoltà di rimandarla a data posteriore". E al termine di questa liturgia "si omette la processione eucaristica e il Santissimo Sacramento si custodisce nel tabernacolo".

Il Venerdì Santo, invece, la celebrazione della "Passione del Signore" dovrà essere dedicata ai malati, ai morti e a chi si trova in situazioni di smarrimento.